Colpo di scena in Cassazione. La terza sezione della Suprema Corte ha annullato il verdetto emesso dalla sesta Corte di Appello di Napoli che aveva confermato le condanne per Capuozzo, Puerio, Lazzarino, Felaco, Baiano, Servino, Ferrillo, Capocotta e De Cristoforo, quali principali imputati nell’inchiesta Piazza Pulita. Diversi motivi alla base della sentenza, in primis l’inesistenza dell’aggravante mafiosa, ovvero l’accusa di aver agevolato il clan Orlando. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Antonio Cavallo, Davide Moro, Celestino Gentile e Paturzo, hanno convinto il Supremo Consesso ad annullare la sentenza. L’annullamento comporta un nuovo giudizio in Appello. Ora sarà una nuova Corte a giudicare i fatti oggetto delle incriminazioni.
Tutto da rifare, dunque, per coloro che vennero arrestati nell’operazione denominata “PIAZZA PULITA”, condotta dai carabinieri di Marano, con la quale si era fatta luce su una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Indagini durate più di tre anni, con numerosi soggetti coinvolti a vario titolo nella spasmodica e frenetica attività di rifornimento e di spaccio protrattasi per oltre tre anni. La fitta rete di soggetti dediti a vario titolo nel corposo e capillare traffico di stupefacenti aveva indotto gli inquirenti ad una vasta e complessa operazione di monitoraggio, per arrivare ad identificare i soggetti coinvolti nonché la struttura organizzativa predisposta per favorire gli scopi dell’associazione.
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