A Colombian National Police members cheks during the press presentation one of the packs of the 7 tons of cocaine confiscated in a port of Cartagena, Colombia, 10 April 2014. The cocaine was bound for the Netherlands and was described by local authorities as the third biggest seizure of that drug in the past 13 years. EFE/Leonardo Munoz
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La mente era nella Locride, gli affari in tutta Europa: dall’Italia alla Germania, dal Portogallo al Belgio. Con fiumi di cocaina acquistati in monopolio dal Sudamerica (3 tonnellate sequestrate in Italia, altre 20 dai ad Anversa e Rotterdam), soldi contanti, circa 22 milioni di euro, che per due anni hanno viaggiato nei “pick-up money”, reinvestiti nei locali di mezza Europa, che, infine, grazie al “nero” alimentavano la macchina del business. Parte dalla Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, in collegamento con le procure distrettuali di Genova e Milano, la procura federale Belga e le autorità giudiziarie tedesche, l’inchiesta “Eureka” che ha interrotto il business dell’ndrangheta. Sono oltre 200 gli arresti tra Italia, Germania e Belgio e anche in Australia, 150 perquisizioni, eseguite in Spagna, Portogallo, Francia, Romania e Slovenia. Venticinque milioni di beni sequestrati: in Calabria, in Portogallo e il «Café In Srl» a Roma, che gestiva, anche, il ristorante Pallotta di Ponte Milvio a Roma e “La Rampa” di piazza Mignanelli. Le indagini del Ros hanno ricostruito le movimentazioni di droga e soldi tra maggio 2020 e gennaio 2022.
MILANO
Emerge poi come il gruppo criminale smantellato in Lombardia, grazie a un accordo con il narcotrafficante della camorra Raffaele Imperiale, collaboratore di giustizia, riuscisse a fare arrivare in Italia, 300 chili di cocaina «al mese», rivenduta «a 34mila euro al chilo». Un gruppo guidato, secondo l’accusa, da Bartolo Bruzzaniti che avrebbe anche favorito la latitanza del boss della ‘ndrangheta, Rocco Morabito, l’uomo che ha offerto all’organizzazione paramilitare il container di armi in cambio della forniture di droga nel porto di Gioia Tauro.