Il capo del Viminale all’attacco: “Sì è fatto ricorso allo Stato di emergenza anche per i profughi provenienti dall’Ucraina per avere strumenti di gestione del fenomeno che siano adeguati al forte impatto causato dall’arrivo concentrato di persone“. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante il suo intervento al convegno promosso dal sindacato di Polizia Coisp ‘La Sicurezza nelle Aree Metropolitane’, spiegando che “l’emergenza non è una connotazione del fenomeno ma uno strumento tecnico“.
“Quando in un fine settimana ne arrivano 6mila io sfido chiunque con strumenti ordinari a trovare loro un’adeguata e dignitosa sistemazione“, ha aggiunto il titolare del Viminale, fermamente convinto che anche sulla protezione speciale si troverà “il giusto punto di equilibrio tra il rispetto degli obblighi di natura umanitaria e costituzionale” senza “svilire l’alto valore di un istituto giuridico trasformandolo in un meccanismo surrettizio di elusione di accesso al soggiorno nel territorio nazionale“.
Piantedosi ha assicurato, però, che sono in via di ripristino i posti polizia negli ospedali. “Al momento siamo al 30% del totale“, ha detto, sottolineando che Milano, Roma e Napoli sono le città metropolitane su cui si è concentrata l’attenzione del ministero, soprattutto dopo fenomeni delittuosi avvenuti dentro le stazioni ferroviarie di Milano e Roma. Il capo della Polizia Lamberto Giannini ha ringraziato il ministro Piantedosi e il sottosegretario Nicola Molteni per l’inversione di tendenza in termini di risorse messe a disposizione, ma invita a fare di più: “Serve accompagnare questa disponibilità di risorse anche con infrastrutture perché noi non abbiamo solo subito il blocco del turnover ma anche la cessione e la cartolarizzazione di tanti beni, penso alle caserme dove fare gli arruolamenti e le scuole di polizia”.
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