Manovra di bilancio, ecco il piano del governo

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Italian Prime Minister, Giorgia Meloni, leaves the Quirinal Palace after the new Government's swearing-in ceremony, in Rome, Italy, 22 October 2022. ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Il grosso del budget a disposizione – circa 23 miliardi – sarà investito per mitigare l’effetto del caro bollette. Ma ci sarà anche spazio per degli «assaggi» su Fisco e pensioni. Magari reperendo le risorse necessarie attraverso i tagli che saranno effettuate su due misure bandiera del grillismo: il Reddito di cittadinanza e il Superbonus. Quindi un «po’» di Flat tax (estesa fino a 85-90mila euro per gli autonomi e non a 100mila), un «po’» di Quota 41 (non varrà per tutti ma avrà una soglia minima di età anagrafica per l’accesso) e un «po’» di pace fiscale. Cancellando le cartelle inesigibili di valore inferiore ai mille euro anche se il sogno era portare la soglia a tremila.

La difficoltà supplementare – come se le altre non fossero già sufficienti – sta nei tempi. A chiarirli è stato ieri Matteo Salvini: ci vorranno dieci giorni per portare la prima bozza della legge di Stabilità in Consiglio dei ministri. Al massimo il Cdm in questione potrà tenersi nell’ultima decade di novembre. Questo perché l’insolita tornata elettorale d’autunno ha già costretto il governo a ritardare di un mese – rispetto alla prassi abituale – la scrittura del testo. Una volta varato il testo, questo andrà spedito a Bruxelles per l’avvio dell’interlocuzione con l’Unione europea. L’auspicio è che non ci siano opposizioni ai numeri di contorno già disegnati venerdì scorso nella Nadef. Con le previsioni del governo e l’indebitamento netto del 2023 portato al 4,5% del Pil, ci sono a disposizione circa trenta miliardi da suddividere tra il decreto Aiuti quater che sarà licenziato probabilmente questo venerdì (circa 9 miliardi) e il resto da investire sul 2023. Alla fine l’Europa potrebbe essere convinta non solo dal contesto – che tutto richiede fuorché manovre «restrittive» – e dalle parole rassicuranti di Giorgetti, ma anche dalle stime piuttosto prudenti sull’andamento del Pil. Per il 2022 il governo, nonostante il dato già acquisito al terzo trimestre sia una crescita del 3,9% e il mercato del lavoro dia segnali incoraggianti, ha indicato una salita di «solo» il 3,7%. Alla fine il dato potrebbe essere superiore. E aprire margini di intervento anche per il primo semestre del 2023, qualora il caro bollette non dovesse presentare schiarite all’inizio del prossimo anno.

 

 

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