Arzano. La camorra più forte dello Stato: le donne del clan della 167 occupano alloggio

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La camorra più forte dello Stato: le donne del clan della 167 occupano alloggio nel rione gettando il mobilio in strada dell’ex inquilino. Blitz della Polizia locale, denunciata una donna dei Monfregolo che percepiva anche il reddito di cittadinanza. Un mondo parallelo, fatto di violenze e soprusi si muove all’ombra della gestione del patrimonio immobiliare dell’Acer regionale in via Colombo, ma anche dello stesso Comune di Arzano in via Tavernola  messo a disposizione delle famiglie indigenti. È la criminalità organizzata a “gestirlo”, almeno in parte,  in dispregio di qualunque rispetto delle leggi e norme dello Stato. Insomma, giusto il tempo di “morire” direbbe qualcuno che  tra sfratti, denunce, accertamento di migliaia di euro dei evasione tributaria e relativi 29 arresti, che ad appena qualche mese dai blitz dei carabinieri che hanno decimato i cartelli Monfregolo-Cristiano-Alterio-Mormile, che un appartamento popolare è stato nuovamente occupato. A subentrare tempestivamente, come da copione, è stata una donna e un minore, nella piena convinzione di averne diritto. E, soprattutto, nell’arroganza dell’appartenere alle famiglie malavitose, cui tutto sembra essere consentito. Gli agenti della locale, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello (nella foto), dopo aver notato accatastati nell’androne del rione un intero mobilio composto da camera da letto, pranzo, cucina e cameretta hanno avviato sin da subito gli accertamenti e constatato che era avvenuta l’occupazione abusiva di uno degli alloggi previo sfondamento della porta e facendosi scudo con un minore. Ma la stessa, così come previsto, è stata  denunciata per tale condotta dalla polizia locale per occupazione abusiva. La donna, dopo aver scelto con cura l’appartamento da occupare, ha abbandonato in strada i rifiuti ingombranti e arredi, pensando di non essere individuata. Una vera e propria sfida alle autorità. Avviate le ricerche, gli uomini della polizia locale agli ordini del comandante Chiariello, hanno bussato alla porta dell’abitazione della donna, risultata sorella e cognata di noti affiliati al sodalizio della 167 tra cui i Monfregolo finiti in carcere per minacce aggravate a pubblico ufficiale, estorsioni, associazione a delinquere, droga. Da riscontri in atti è risultato che gli arredi in strada erano gli stessi di quelli lasciati e certificati dai sopralluoghi nell’abitazione mesi fa. Da approfondimenti la stessa risultava percepire anche il reddito di cittadinanza prontamente segnalato  segnalazione agli uffici competenti con sospensione del beneficio.

Carmine Longhi

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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