Tasse più alte anche con Draghi, in Italia le imposte crescono

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FILE - In this Thursday, Nov. 12, 2015 file photo President of the European Central Bank Mario Draghi as he addresses the committee on economic and monetary affairs at the European parliament in Brussels. Europes modest economic recovery is finally showing signs it might be the real deal, after years of sluggishness and false starts. And that has helped European Central Bank head Mario Draghi hit the pause button on his 1.5 trillion euro stimulus machine. (ANSA/AP Photo/Geert Vanden Wijngaert, File)
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Con Mario Draghi presidente del Consiglio gli italiani hanno pagato più tasse. Non si tratta di un’accusa mossa da qualcuno in campagna elettorale, ma dell’ultima rilevazione targata Istat. L’Istituto nazionale di statistica ha registrato che nel 2021 la pressione fiscale complessiva si è attestata al 43,4%, in netto rialzo rispetto al 42,7% del 2020. Ciò ha comportato un aumento delle entrate fiscali e contributive (+9,1%) superiore a quello del pil a prezzi correnti (+7,3%). I dati certificati dall’Istat parlano chiaro. Nel 2021 le entrate totali della pubblica amministrazione sono cresciute del 9,1% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sul pil pari al 48,1%. Le entrate correnti, invece, hanno registrato una crescita dell’8,8%, attestandosi al 47,7% del pil.

In particolare, le imposte dirette sono aumentate del 6,7%, principalmente per il forte aumento dell’Irpef e delle imposte sostitutive in parte compensato dalla contrazione dell’Ires. Le imposte indirette hanno segnato una salita più marcata (+13,9%), grazie soprattutto al gettito Iva; un aumento sostenuto ha interessato anche l’Irap e gli oli minerali.

Se il governo italiano uscente non ha contrastato l’aumento della pressione fiscale, all’estero c’è chi agisce. Il governo inglese, con la neo premier Liz Truss, ha presentato un pacchetto di misure che ammonta per i prossimi cinque anni a 45 miliardi di sterline (pari a circa 50 miliardi di euro) – il più grande dagli anni ’70 – e che prevede tagli alle tasse per rilanciare la crescita economica e contribuire ad alleviare la peggiore crisi del costo della vita da decenni. Inoltre, come annunciato nei giorni scorsi, altri 60 miliardi di sterline serviranno ad abbattere le bollette energetiche nei prossimi sei mesi. Il ministro delle Finanze britannico, Kwasi Kwarteng, ha illustrato in Parlamento in che modo avverrà la riduzione della pressione fiscale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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