MARANO, PUC E FONDI CONI: FACCIAMO CHIAREZZA CONTRO LE BOUTADE DELLA PAGINA SOCIAL DEGLI SCIOLTI. “PUC AL VAGLIO DELL’ANTIMAFIA E FONDI CONI PERSI A CAUSA DI UN UFFICIO COMUNALE”. IL RESTO SONO FROTTOLE DI PAESE

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C’è una pagina social che, da qualche settimana, continua a rilanciare una narrazione favorevole all’ex amministrazione comunale, sciolta per mafia, utilizzando enfasi, documenti e atti amministrativi per sostenere tesi che, in molti casi, non trovano riscontro nello stato reale delle vicende.

Tra i collaboratori della pagina – creata con intelligenza artificiale per fini meramente di propaganga – figurano, da quanto se ne sa, ex amministratori della giunta poi sciolta, un ex staffista di un ex sindaco sostenuto da determinati poteri edilizi, “luonghi” molto noti e altri soggetti già noti nel dibattito cittadino. Avvocati, avvocaticchi, due giornalai del territorio, una ex consigliera della costante “ammuina”.

Mettiamo allora ordine ai fatti.

Sul PUC, il Piano Urbanistico Comunale adottato oltre un anno fa dalla giunta Morra, l’iter risulta fermo. Lo avevamo scritto già nove mesi fa e la situazione non è cambiata. La vicenda è tuttora oggetto di approfondimenti da parte degli organi investigativi competenti, Direzione distrettuale antimafia in primis. Per questo motivo appare quantomeno singolare continuare a chiedere spiegazioni alla Commissione straordinaria che regge le sorti dell’ente comunali o ai giornali, come se il contesto fosse sconosciuto. Se vi sono verifiche in corso, su alcuni terreni “luonghi”, saranno gli organi competenti a trarne le conclusioni.

Stadio.

Anche sulla perdita del finanziamento CONI per lo stadio, occorre evitare ricostruzioni fuorvianti. Secondo quanto riferito dal commissario prefettizio Vincenzo Cardellicchio, la criticità deriverebbe da un errore di un ufficio comunale – uno solo – e non dai progetti o da altre interpretazioni che continuano a circolare nel dibattito pubblico. Il Comune parrecipava a un bando del Dipartimento per lo Sport della presidenza del Consiglio, non c’era alcun mutuo acceso o da accendere, visto che l’ente è ancora formalmente in una procedura di dissesto finanziario.

Il confronto politico è legittimo. Meno legittimo è trasformare fatti ancora oggetto di verifiche o questioni amministrative in strumenti di propaganda, selezionando soltanto gli elementi utili a sostenere una determinata narrazione. Agli sciolti, a chi ancora cerca di confondere le acque, a chi in buonafede (o malafede) non ha ancora capito cosa c’era dietro determinate vicende e a chi è già in campagna elettorale nel tentativo di rafforzare il vecchio sistema, consigliamo vivamente di recarsi un po’ al mare. L’aria di mare fa bene, si sa, e rende più chiari i pensieri.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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