Giffoni, ucciso e fatto pezzi da moglie e figli: vendetta per anni di violenze? Le indagini proseguono

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La verità su quella scomparsa, denunciata lo scorso 29 luglio e ribadita ad emittenti televisive nazionali dieci giorni dopo, era già impressa nelle immagini della videosorveglianza della casa di famiglia, alla frazione Curticelle di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Immagini che erano già state sovra-scritte ma che, tecnici ed investigatori, sono riusciti a recuperare assistendo, nel passarle in rassegna, all’efferato omicidio del 43enne Ciro Palmieri. Il panettiere salernitano è stato ucciso dalla moglie, Monica Milite e dai due figli, il 18enne Massimiliano e il 15enne A.A., sotto gli occhi del fratellino, di appena 11 anni. Le risultanze investigative del caso che non aveva convinto i carabinieri della stazione locale fin dalla presentazione della denuncia di scomparsa, sono state rese note ieri dalla Procura di Salerno e dalla locale Procura presso il Tribunale dei minori che hanno emesso due fermi per indiziato di delitto a carico dei familiari dell’uomo. Le ipotesi di reato contestate sono omicidio volontario aggravato dalla crudeltà dell’azione ed occultamento di cadavere.

A scatenare la furia omicida della famiglia del panettiere potrebbe essere stato il clima di violenza che, riferiscono persone informate sui fatti, sarebbe esistito in quella casa. Diverse volte, negli anni passati, sarebbe stato necessario l’intervento della forza pubblica per sedare liti che, qualche volta, finivano a botte per futili motivi. Bisognerà chiarire se quanto accaduto il 29 luglio scorso è maturato in questo contesto oppure se si sia trattato di un folle impeto. Ciò che allontanerebbe quest’ultima ipotesi sarebbe, per gli inquirenti, l’azione apparentemente coordinata di tre persone dello stesso nucleo familiare.

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