Sui beni confiscati, che il Comune continua ad ottenere dall’Agenzia Nazionale, permangono dubbi, anomalie, stranezze. Era lo scorso aprile quando segnalavamo, per l’ennesima volta, che un bene di via Marano-Quarto – che l’ente ha affidato oltre un anno fa alla cooperativa Samira – non veniva ancora utilizzato dalla stessa per i fini sociali previsti dalla legge. Sono passati altri 4 mesi e sulla vicenda c’è ancora silenzio. E’ normale? No. Abbiamo chiesto più volte al referente per i beni confiscati, ma finora di risposte ne abbiamo avute poche e anche poco chiare. L’ufficio patrimonio del Comune – che ha competenza in materia – non è ancora intervenuto. Insomma chi deve far rispettare la legge? Cosa si fa di questi beni? Li si affida e poi restano lì a deteriorarsi?
Un altro bene mai utilizzato è quello affidato, dieci anni fa, alla cooperativa Aggregarci, sempre in via Marano-Quarto. Dieci anni per mezza iniziativa. Anche su questo caso (abnorme) silenzio assoluto da parte del Comune, che dice di fare lotta alla camorra.
La verità è che i commissari – ai quali con atti formali e informali – abbiamo chiesto interviste hanno paura di confrontarsi con gli operatori del settore che conoscono le vicende del territorio e che possono fare (come sul caso della commissione paesaggio e su tanto altro) domande scomode che potrebbero metterli in difficoltà. Hanno paura del confronto? Lo dicessero chiaramente. Noi siamo sempre pronti con la forza dell’onestà intellettuale e del coraggio che (a noi) non è mai mancato.
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