Si toglie la vita a 27 anni: era braccato dai pusher

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Ha deciso di chiudere per sempre i conti lanciandosi nel vuoto dal terzo piano, un maledetto sabato di due settimane fa. In casa c’erano ancora gli agenti della Polizia di Stato, che lo avevano riaccompagnato dai genitori, allarmati dalla sua scomparsa che durava da un giorno e mezzo. Se n’è andato così – dopo quarantott’ore di agonia al Cardarelli – F.N., 27enne imprenditore che con il fratello gestiva un noto ristorante di via Morghen, al Vomero. 
Vicenda delicatissima, che merita il massimo rispetto, ma che non può essere liquidata solo come un suicidio. Perché, sullo sfondo, emergono gli sbuffi sulfurei di quell’inferno che è il Rione Traiano, con i suoi venditori di morte: gli spacciatori e i camorristi che hanno trasformato l’enclave della zona occidentale nella nuova Scampia.

In realtà questo giovane bello, dal sorriso solare, ben voluto da tutti, aveva cominciato lentamente a morire due anni fa quando – complice il lockdown, che aveva portato alla chiusura del locale – era sprofondato in una depressione che poco dopo lo aveva trascinato nel gorgo della tossicodipendenza e delle spese da sostenere per acquistare droga.

Il Mattino

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