GIUGLIANO, “le vicissitudini di mio padre ricoverato al San Giuliano. Protesi acustiche e indumenti scomparsi, non riuscivamo più a comunicare con lui”

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Gentile direttore,

le volevo raccontare la disavventura capitata a mio padre presso l’ospedale San Giugliano di Giugliano in Campania e vorrei che pubblicasse questa vicenda che ha dell’assurdo.

Mio padre è stato portato in pronto soccorso al San Giugliano di Giugliano in Campania il 29 gennaio perché non riusciva a mantenere l’equilibrio e non aveva forza sugli arti inferiori e superiori lato destro.

Dal 01 Febbraio è passato in reparto medicina al terzo piano. In questo reparto per parlare con gli addetti del reparto bisogna telefonare soltanto dalle ore 13,00-14,00, e già qui si hanno i primi problemi di comunicazione, infatti per poter ricevere informazioni e parlare con qualcuno del reparto si doveva tentare più volte la chiamata. A mio padre gli vengono fatti alcuni esami, tra cui una risonanza encefalo senza MDC EV in data 10 Febbraio, con cui i medici del reparto, gli hanno diagnosticato un ictus di tipo ischemico. Dato che mio padre soffre di ipoacusia grave ed indossava le protesi acustiche, nel fare questo esame il personale medico o qualche infermiere, gliele hanno tolte. Da quel giorno non riuscivamo più a comunicare con ns. padre in quanto gli avevamo lasciato un cellulare. Nei giorni successivi, chiamando in reparto medicina sempre al terzo piano, chiedevamo spiegazioni del perché non riuscivamo più a sentire mio padre, senza avere nessuna spiegazione dettagliata in merito. Nei giorni successivi, richiamando diverse volte in reparto, veniamo a sapere con grande stupore, che gli apparecchi acustici di mio padre si erano PERSI!!! Io mi recai personalmente all’ospedale, aspettando naturalmente fuori al reparto, e cercando di avere spiegazioni serie sull’accaduto, ma l’infermiera di turno mi disse che non riuscivano a trovare le protesi acustiche. Da li gli ho intimato di trovarle quanto prima possibile, e che in caso contrario, li avrei denunciati tutti  penalmente e di inviare anche una segnalazione in Procura, ma l’infermiera di turno con atteggiamento da indifferenza totale, rispose: lei ha tutto il diritto! Il giorno 18 febbraio, mio padre viene dimesso e trasferito in un centro riabilitativo a Napoli per riabilitazione neuromotoria.

Nel borsone personale di mio padre, notammo che oltre a mancare le protesi acustiche, ormai svanite nel nulla, mancavano anche le pantofole Crocs (come quelle indossate dal personale dell’ospedale), non solo, mancavano anche alcuni indumenti personali. Altra cosa spaventosa, è che nel borsone hanno messo anche le lenzuola ed il coprimaterasso dell’ospedale, ovviamente tutti sporchi, insieme ai panni di mio padre. Ovviamente io e i miei familiari, oltre a sporgere querela sull’accaduto, ci siamo rivolti ad uno studio professionale medico-legale, sia per il recupero del costo del costo dell’apparecchio acustico smarrito, perché, ovviamente, la responsabilità è la loro, e non possiamo rimetterci di tasca nostra, e con la viva speranza che il magistrato di turno o il direttore sanitario, vista la gravità dell’evento, applichi un provvedimento nei confronti del personale con la sospensione dal servizio o licenziamento in tronco!! Assurdo che nel 2022 si debba sopportare tutto questo e che certe persone lavorino nelle strutture pubbliche.

Alfonso S.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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