
Oggi scadono le misure decise prima di Natale con il decreto Festività. A partire dall’obbligo dell’utilizzo delle mascherine all’aperto. In un primo momento si era ipotizzato che questa misura potesse essere tolta. Non è ancora escluso, ma pare che il governo, sulla spinta dei ministri più rigoristi, sia intenzionato a prorogare il provvedimento almeno fino a che non ci sarà un calo ancora più sostanzioso dei contagi. È probabile che i dispositivi di protezione individuale restino obbligatori almeno per altri due mesi, fino al 31 marzo, quando scadrà anche lo stato d’emergenza.
Questa, però, non è l’unica disposizione che sarà discussa nel Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio. Sul tavolo di Palazzo Chigi c’è anche il dossier sui colori delle Regioni. Da tempo i governatori chiedono di abolirlo, ritenendolo superato, alla luce dell’alto numero di italiani vaccinati con terza dose. Gli immunizzati già oggi possono fare praticamente tutto fino alla zona rossa. Resta da stabilire se in questa fascia le misure debbano essere applicate a chi ha totale copertura vaccinale. Non è detto che Draghi e Speranza non decidano di mettere mano anche agli attuali indicatori per il calcolo dei ricoveri Covid. Tradotto: togliere dal conto i pazienti positivi ma asintomatici. C’è poi il dossier discoteche. Il Cts non vuole ancora concedere la riapertura. Il governo potrebbe scegliere una mediazione, prorogando la chiusura solo altri quindici giorni, fino al 15 febbraio. Potrebbero invece riaprire le sale da ballo. Così come si potrebbe concedere il permesso di organizzare feste e concerti in piazza, ovviamente sempre rispettando alcune regole per evitare assembramenti.
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