Si è tenuto oggi, presso il Tribunale di Napoli Nord, una nuova udienza del processo che vede imputati il palazzinaro Angelo Simeoli, l’ex sindaco Mauro Bertini, e i fratelli Aniello e Raffaele Cesaro. Presente all’udienza collegiale il pentito Biagio Di Lanno, a lungo affiliato con il clan Polverino.
Nel corso dell’udienza, Di Lanno ha riferito di essere a conoscenza degli incontri avvenuti tra Simeoli (“Bastone”), e i fratelli Cesaro, che a Marano (nell’anno 2004) si aggiudicarono la procedura di gara bandita dal Comune per la realizzazione del Pip.
Di Lanno ha poi riferito in merito all’imprenditore maranese Antonio Di Guida, imputato per concorso esterno con il clan Polverino in un altro processo, evidenziando la sua vicinanza alla fazione criminale.
Di Guida doveva essere ascoltato, in qualità di teste, ma la sua escussione è stata contestata dall’avvocato Antonio Briganti, che ha sollevato una serie di eccezioni. I giudici si pronunceranno a settembre sulla necessità di ascoltare Di Guida.
Il pentito Di Lanno si è inoltre soffermato sui rapporti di contiguità tra il clan Polverino e la famiglia Simeoli, con riferimento non solo ad Angelo (imputato per corruzione aggravata in concorso) ma anche ad Antonio, meglio noto come “Ciaulone, fondatore della Sime Costruzioni e detenuto da diversi anni.
Mauro Bertini, l’ex sindaco, ha invece reso una dichiarazione spontanea. Ha ribadito di non aver mai voluto favorire la camorra e di aver acquistato Palazzo Merolla (un immobile che il Comune di Marano rilevò da una società dei Simeoli per un importo di un miliardo di lire) poiché era intenzionato a trasformarlo in palazzo della cultura.
Nel corso di un comizio, che si tenne alla vigilia delle amministrative del 2018, lo stesso Bertini dichiarò che era a conoscenza – in relazione all’acquisto di quell’immobile – di aver trattato con un prestanome della camorra.
Sempre in riferimento a Bertini, il tribunale Napoli nord, accogliendo la richiesta del pm Maria Di Mauro, ha sospeso i termini di durata massima della custodia cautelare. L’ex sindaco è da tempo sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

























