L’angolo della cazzimma. Marano, da domani si torna al lavoro

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E ora cosa faranno? La risposta del 90 per cento dei cittadini di Marano è netta: “Devono andare o tornare a lavorare”. Da domani negli uffici comunali non avranno più alcun titolo i vari Marzi, Di Marino, i vari D’Alterio, Enza Carandente e altri che in questi due anni e mezzo credevano di essere diventati i padroni del Comune. Il rapporto tra la città e Visconti e i viscontiani, in realtà, si era già rotto da un bel pezzo. Ma loro, imperterriti, continuavano per la loro strada, credevano di poter recuperare un feeling che non c’è mai stato. Visconti ha dato sempre l’idea di essere un sindaco distante, un sindaco “giuglianese”, dove effettivamente risiede da anni.

La città ha mille problemi: l’acqua, le strade, il cimitero, il verde pubblico, la differenziata, le perdite idriche, il Pip, i mercati, gli sversamenti nell’alveo e quant’altro. Non tutto è attribuibile a questa giunta, sia chiaro. Ma i cittadini erano stufi e pretendono risposte immediate.

A nulla è valso l’impegno di qualche assessore, come Perna o Rea, che pure ci hanno provato. Visconti ha perso due anni per capire certe dinamiche e per venirne a capo avrebbe dovuto avere un’empatia che non ha mai avuto, risorse, uomini e gente meno attaccata alla poltrona o al proprio orticello elettorale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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