Economia, Giustizia, Istruzione: è iniziata la lotta per le poltrone più ambite. Renziani e Pd alzano la posta

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Il premier Giuseppe Conte (S), la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese (C) e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla Camera durante la fiducia al nuovo governo, Roma, 9 settembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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Il dialogo è ancora in corso e le posizioni non ancora accorciate. Intanto impazza il toto-ministri: Economia, Istruzione, Infrastrutture e Lavoro: sarebbero queste le quattro ipotesi avanzate da Matteo Renzi nel corso del colloquio con il presidente della Camera, a cui avrebbe chiesto almeno 2 Ministeri. Nel mirino di Iv è finito Roberto Gualtieri, anche se gli alleati hanno già messo le mani avanti. Per il momento non sono spuntate figure politiche che potrebbero finire al Mef, mentre circolano i nomi di Fabio Panetta (ex direttore generale della Banca d’Italia e membro del Comitato esecutivo della Bce) e di Ernesto Maria Ruffini (direttore dell’Agenzia delle Entrate).

A forte rischio Alfonso Bonafede, la cui relazione avrebbe fatto cadere i giallorossi al Senato se Conte non si fosse dimesso prima. L’attuale ministro della Giustizia potrebbe diventare capogruppo del M5S per essere sostituito da Sabino Cassese (giudice emerito della Corte costituzionale), Francesco Greco (procuratore di Milano), Marta Cartabia (ex presidente della Consulta) o Andrea Orlando del Pd. In realtà, secondo un retroscena pubblicato dal Corriere della Sera, il profilo più quotato sembra essere quello di Paola Severino, che fu già Guardasigilli nel governo Monti.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrebbe essere spacchettato: al primo potrebbe finire Maria Elena Boschi (c’è pure l’opzione Economia); per il secondo sarebbero in corsa il dem Graziano Delrio e il grillino Stefano Buffagni. Al Viminale da non escludere l’approdo del renziano Ettore Rosato. I 5 Stelle rischiano di perdere due ministri: Nunzia Catalfo al Lavoro (si scaldano Andrea Marcucci e Debora Serracchiani) e Lucia Azzolina all’Istruzione (pronta ad entrare Anna Ascani del Partito democratico). A quel punto i pentastellati potrebbero chiedere Giancarlo Cancelleri come ministro del Sud al posto di Giuseppe Provenzano e Alessandro Di Battista, se dovesse rientrare la fronda reazionaria, all’Innovazione o all’Ambiente. Il gruppo degli Europeisti, nato per fare da stampella a Conte, molto probabilmente avrà un dicastero: il regista dell’operazione responsabili Bruno Tabacci potrebbe prendersi quello della Famiglia.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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