Magistratura politicizzata, le chat dello scandalo: “Salvini ha ragione ma bisogna attaccarlo”

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Ecco alcune delle intercettazioni pubblicate oggi dal quotidiano La Verità.

«Non vedo dove Salvini stia sbagliando»

Il contenuto delle chat – che è finito sotto la lente d’ingrandimento dell’inchiesta umbra che ha scosso il Consiglio superiore della magistratura – è stato divulgato oggi da Simone Di Meo sulla Verità. La chat più clamorosa vede come protagonisti Paolo Auriemma, capo della Procura di Viterbo (e che però non è indagato), e Luca Palamara, il boss della corrente Unicost e già finito nell’occhio del ciclone per lo scandalo delle nomine al Csm. «Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando», aveva scritto Auriemma nell’agosto 2018 a Palamara nella chat incriminata, quando il ministro dell’Interno era stato sottoposto a bombardamento mediatico per la chiusura dei porti.

«Se lo indaghiamo, siamo indifendibili»

«Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico al di là del lato politico. Tienilo per te ma sbaglio?», aveva spiegato Auriemma. Al che Palamara ha risposto: «No hai ragione… Ma ora bisogna attaccarlo». «Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui. E tutti pensano che ha fatto benissimo a bloccare i migranti che avrebbero dovuto portare di nuovo da dove erano partiti», aveva proseguito Auriemma. «Indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili». Non si sarebbe potuto dirlo meglio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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