Hanno chiesto un ulteriore adeguamento (in pratica uno sconto del 50 per cento) delle rette scolastiche, ma le suore dell’istituto parificato e paritario Maria Agostina di Mugnano hanno risposto picche. Lo scambio di missive tra i rappresentanti dei genitori e le religiose, che da tanti anni gestiscono l’istituto, si è concluso per il momento con un nulla di fatto.
“Come è noto, con D.P.C.M. 8 Marzo 2020 – scrivono in una nota inviata all’istituto i rappresentanti dei genitori – è stata imposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sino al 3 aprile 2020. Tale misura è stata successivamente prorogata sino al 3 maggio 2020, e come confermato dal Dicastero dell’Istruzione sarà, come ogni evidenza, ulteriormente prorogata. In tale contesto, con la riduzione, per cause di “forza
maggiore”, delle attività erogate, le scriventi famiglie chiedono la riduzione del
pagamento delle quote a titolo di retta mensile per i mesi di Marzo, Aprile e Maggio pari
al 50% mese e non a scaglione come da Vs. comunicazione allegata”.
Le suore hanno così risposto: “Il periodo difficile che stiamo vivendo, causato dal Coronavirus, non deve far venir meno la fiducia e la collaborazione con le quali voi genitori avete sempre sostenuto la scuola assicurandole solidità e continuità. Ho considerato seriamente la vostra richiesta, ma sono stata combattuta tra il desiderio di
accontentarvi e le difficoltà reali di gestione in cui si trova oggi la scuola dopo gli sconti già
effettuati. Contrariamente a quanto si sostiene, la scuola anche durante un periodo di chiusura, come questo per il coronavirus, deve avere la possibilità di affrontare delle spese a cui non può sottrarsi per correttezza e per giustizia . Queste le spese: Stipendi agli insegnanti e personale ausiliario per 13 mensilità + pagamento INPS F24 per 13
mensilità. Se sarà effettiva la cassa integrazione coprirà gli stipendi dei nostri dipendenti solo per due mesi e solo in parte. Attualmente la scuola non può pagare gli insegnanti perché, non arrivando il pagamento delle rette, non c’è la somma disponibile richiesta .
-Bollette per consumo di acqua, gasolio e luce dall’inizio dell’anno a Marzo, che bisogna pagare per assicurarsi la continuità dei servizi in vista della ripresa delle attività scolastiche . Tasse di routine, tra cui la TARI molto pesante e tante altre . Metto in conto anche le spese che senz’altro si dovranno affrontare in preparazione del nuovo anno
scolastico: prodotti igienizzanti, sanificazione dell’ambiente e quanto ci si chiederà di fare e
disporre perché, per ritornare nelle aule certamente non sarà solo sufficiente accogliere gli alunni e aprire porte e finestre. A conclusione di quanto esposto, con grande rammarico, devo dire che non posso mettere in conto un’altra riduzione delle rette per non aumentare le difficoltà che potrebbero rendere sempre più difficile l’intera gestione della scuola .Voglio sperare nella vostra comprensione, che non farete mancare il vostro sostegno e la vostra preziosa collaborazione perché la scuola possa continuare la sua attività sempre con lo stesso impegno nella sua opera educativa”.
Una replica che non è piaciuta ai genitori, molti dei quali lamentano di aver avuto seri disagi dall’insorgere della pandemia e con l’entrata in vigore dei decreti governativi e delle ordinanze regionali. Per diversi genitori, inoltre, “alcune delle spese elencate nella missiva sarebbero ad oggi ridotte all’osso e non si spiegherebbe pertanto il netto rifiuto da parte delle suore”.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























