Prende forma ‘Voce libera’, l’associazione ideata da Mara Carfagna, che sarà lanciata ufficialmente venerdì prossimo, a mezzogiorno, nella sala del Consiglio della Camera di Commercio romana. In queste ora si lavora all’assetto organizzativo: ci saranno un comitato scientifico, un direttivo, una sorta di cabina di regia, e un ‘esecutivo’, un organismo più ristretto con le funzioni di segreteria politica. L’atto costitutivo davanti al notaio, raccontano, è già stato firmato, il logo è in preparazione. Oltre al presidente, apprende l’Adnkronos, si parla anche della carica di presidente onorario che sarà assegnata all’economista ed ex ministro Antonio Martino, uno dei fondatori di Forza Italia.
Il gruppo dei parlamentari campani di Fi alla presentazione della Carfagna è al completo. Dai salernitani Gigi Casciello, Enzo Fasano a Marzia Ferraioli. Assenti invece Cosimo Sibilia, Carlo Sarro e Sandra Mastella che però sono considerati vicinissimi alla Carfagna. Da palazzo San Giacono si precipita a Roma invece Salvatore Guangi, vicepresidente azzurro del consiglio comunale. Più nutrita, invece, la pattuglia della provincia salernitana: alcuni consiglieri comunali dell’agro nocerino-sarnese, l’ex consigliere regionale del Pdl Pasquale Marrazzo e il sindaco di Castellabate Costabile Spinelli. Pochi? Molti? «Siamo nati da poche ore – commenta Paolo Russo, deputato azzurro della provincia di Napoli – e abbiamo tutto il tempo di crescere. Non siamo una fronda ma un think tank liberl-riformista aperto a tutte le sensibilità e a chi non si sente più a suo agio in Fi. È un modo per aggregare non certo per dividere». E aggiunge: «Il prossimo obiettivo è rafforzare il comitato scientifico con figure di qualità interessate al nostro progetto». Uno sicuramente c’è già ed era ieri a Roma: il costituzionalista Alfonso Celotto, originario di Castellammare di Stabia e docente di diritto all’Università Roma 3. «Faccio parte volentieri di questo comitato scientifico perché, da professore, condivido molte delle idee sulla necessità di uno Stato che funzioni meglio, uno Stato che decida», spiega il costituzionalista per motivare la sua adesione nel comitato in cui è entrato anche l’economista Carlo Cottarelli.




























