“Nicola stai sereno”: il piano di Renzi per spolpare il Pd

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi lasciano il Senato dopo l'incontro con i senatori del Partito, Roma, 19 Gennaio 2015. Italian premier Matteo Renzi with Reforms Minister Maria Elena Boschi after the meeting with senators of Democratic Party at Italian Senate, Rome, 19 January 2015. ANSA/ GIUSEPPE LAMI
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Molti tra i big del partito credevano che alla fine lo scisma sarebbe rimasto un’ipotesi. E invece, con un’accelerazione improvvisa, l’ex premier ha lasciato i dem con tutti i suoi fedelissimi. Lo ha fatto perché al Nazareno, ormai, contava poco o niente, nonostante controllasse ancora i gruppi democratici alla Camera e al Senato.

E lo ha fatto ponendosi tre grandi obiettivi. Il primo: rinforzare il governo Conte. Sembra un paradosso, ma l’uscita di Renzi dal partito è finalizzata a consolidare l’esecutivo attraverso un lavoro di mediazione con i parlamentari ancora “indecisi” sull’opportunità di aderire alla maggioranza che appoggia il governo. Spostandosi al centro e utilizzando il suo proverbiale savoir faire, Renzi li può attirare nella sua orbita. E, di riflesso, in quella di Conte.

Il senatore di Firenze non ha mai nascosto che l’operazione di tessitura che ha portato all’intesa Pd-5 Stelle e al Conte-bis è stata motivata dall’esigenza di combattere il salvinismo, impedendo alla Lega di andare a votare e prendersi il Paese insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma dietro all’inciucio si nasconde il vero intento dell’ex premier: tornare nell’esecutivo e recitare un ruolo da protagonista, non da comprimario, nella spartizione delle nomine per enti pubblici e aziende statali. Evidentemente le due operazioni (asse dem-M5S e uscita dal Pd) erano collegate. E sono riuscite perfettamente.

Renzi è uscito dal Pd sbattendo la porta e rientrando dalla finestra. Finendo per contare di più. sondaggi gli sorridono, accreditandolo di una percentuale tra il 3 e il 5% che può crescere con il tempo. Resta da capire quanti voti riuscirà a soffiare a Zingaretti. Ormai, malgrado gli auguri reciproci di buon viaggio e la fiducia al governo confermata da Renzi, tra lui e il Pd è guerra aperta.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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