A preoccupare i medici è quel polmone sinistro in cui la pallottola si è fermata dopo la carambola tra scapola e vertebra galleggiando alla fine come sospesa, tra le costole e la pleura, da dove è stata estratta lucida e intatta dai chirurghi. Una calibro nove, una pallottola incamiciata in acciaio. Micidiale e devastante ma anche la sua fortuna perché non è esplosa come avrebbe invece fatto un altro proiettile comune, risparmiando così il cuore e il midollo spinale che altrimenti sarebbero stati dilaniati portando a morte certa la piccina. Questa prima consapevolezza miracolosa mette un po’ di armonia in tutto il male che l’ha colpita e fa sperare per il bene su cui soffia forte l’amore di mamma e di papà. Genitori che non aspettano altro che riabbracciare Noemi e vedere risplendere il sorriso della loro bimba. Nella stessa direzione spingono le preghiere di migliaia di persone che in queste ore e questi giorni attendono con ansia buone notizie. «La paziente è stabile – dice con poche e asciutte righe l’ennesimo bollettino medico dei sanitari diffuso ieri mattina – ma persistono le condizioni di criticità».
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