«Siamo in piena emergenza. Non è possibile che tra i vincoli di spesa e il blocco delle assunzioni il Comune della terza città d’Italia debba governare con 5mila dipendenti in meno rispetto a quando ci siamo insediati nel 2011. Ad ottobre questo diventerà argomento di discussione con l’attuale governo e andrà affrontato con una logica emergenziale». Il direttore generale e capo di gabinetto del Comune di Napoli Attilio Auricchio mette in fila i dati contenuti in una montagna di carte, che restituiscono la fotografia di un ente in difficoltà, non solo dal punto di vista economico, ma dal punto di vista gestionale. Si è così resa necessaria una riorganizzazione dell’intera macchina comunale.
Perché si parla di emergenza?
«Al di là dell’eventuale riforma sulle pensioni, penso alla quota 100, noi siamo già in affanno attualmente. Il personale in dotazione è ridotto ai minimi termini. Basti pensare che quando ci siamo insediati potevamo contare su 12mila dipendenti, oggi ce ne sono 7mila. Una condizione che deve far riflettere. Purtroppo gli scorrimenti delle graduatorie non bastano ad invertire la tendenza».

























