Palermo chiama, Volla risponde!

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Non è assolutamente il titolo di un nuovo film, ma pura realtà in tema di urbanistica.

Sì, perché Volla, in proporzione alla propria estensione territoriale, ha tutte le carte in regola per competere con Palermo sul fronte del cosiddetto «sacco edilizio».

Infatti, in questi giorni, il Comune si sta prendendo il suo «bel» momento di gloria, finendo sulle pagine della stampa e nei servizi televisivi a livello nazionale.

Il riferimento è ai nuovi sequestri di 151 appartamenti e negozi del complesso immobiliare «Volla Evolution», effettuati dalla Procura di Nola per presunte irregolarità rispetto al P.R.G. (Piano Regolatore Generale), tuttora vigente.

Per approfondire la vicenda, siamo tornati a Volla e abbiamo incontrato un cittadino già di nostra conoscenza: Ernesto Russo, che proprio nel mese di ottobre ha conquistato altri cinque premi culturali, partecipando a quattro concorsi in diverse categorie, in varie località d’Italia.

Russo, come è noto a livello nazionale – e anche oltre, ndr – vive da oltre due decenni una vera e propria odissea personale. Più volte ha rischiato la vita per difendere un proprio diritto e, soprattutto, il suo terreno. Un calvario che, a suo dire, sarebbe stato alimentato dai «giochi di prestigio» dell’Ufficio Tecnico comunale di Volla.

Russo, come spiega questa lunga vicenda?

«Gente laureata ed esperta in materia non può commettere lo stesso errore per ben quattro volte, rigettando o addirittura annullando in autotutela un Permesso di Costruire, dopo che erano già stati versati gli oneri di urbanizzazione nelle casse comunali. E tutto questo, stranamente, dopo che avevo rifiutato una permuta con un noto costruttore del posto».

La somma versata le è stata restituita?

«Sì, dopo dieci anni, grazie all’intervento della nota trasmissione di Italia 1, Le Iene, e soprattutto all’intervento dei Carabinieri di Volla».

In merito ai nuovi sequestri, quale idea si è fatto della vicenda?

«Innanzitutto, mi lasci esprimere la mia piena solidarietà a tutti i cittadini coinvolti in questo ennesimo scandalo edilizio, che oggi vedono a rischio i risparmi di una vita.

Non lo dico da sciacallo politico, ma da vittima. Anch’io, come loro, sono finito in un vero e proprio tritacarne burocratico per oltre vent’anni. Un periodo durante il quale mi hanno bruciato il futuro e, soprattutto, mi hanno costretto a spendere una barca di soldi per difendermi, nelle sedi amministrative e penali, da reati che non ho mai commesso».

Secondo la sua esperienza, la realizzazione del complesso edilizio «Volla Evolution» rappresenta lo scandalo urbanistico più grave nella storia di Volla?

«No. Ce ne sono altri ben più scandalosi».

Può indicarci qualche esempio?

«Uno su tutti, anzi due, che mi toccano direttamente e in prima persona.

Il primo riguarda la colata di cemento che mi circonda in via Petrarca, realizzata ignorando la sentenza del Consiglio di Stato, fortemente voluta dall’amministrazione Ricci, che classificava – e classifica tuttora – l’intera vasta area come “Zona Bianca”.

Una sentenza che inizialmente colpì la Società Cooperativa Andromeda, ma che successivamente è stata applicata soltanto al sottoscritto, reo, evidentemente, di non essersi piegato al “sistema” che opera indisturbato sul territorio.

Nei confronti dei cementieri speculativi, invece, la stessa sentenza è stata interpretata in modo da restare perfettamente in linea con il pensiero di Giolitti: le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici.

Il secondo scandalo riguarda il rilascio di Permessi di Costruire e licenze commerciali sempre nella stessa via Petrarca. A differenza del mio lotto, che ricade in una Zona B1 – Completamento programmi, i suddetti permessi e le relative licenze commerciali sono stati rilasciati in un’area pienamente agricola, sempre secondo quanto previsto dal P.R.G.

E chi ha beneficiato di questa disparità di trattamento? Sempre gli stessi, o quasi.

Poi c’è il super scandalo, quello che mi tocca più da vicino, sotto ogni punto di vista».

A quale vicenda si riferisce?

«Al Permesso di Costruire rilasciato alla società “La Mia Casa S.r.l.”.

A prescindere dalla sua forma giuridica, questa società non ha nulla a che spartire con le tanto decantate cooperative, come sosteneva inizialmente l’ingegner Gatta, all’epoca responsabile dell’Ufficio Tecnico, durante l’intervista rilasciata a Le Iene. Si tratta, a mio avviso, di una vera e propria società costituita con finalità speculative.

Ritengo scandaloso che un componente della stessa società, nel 2002, in qualità di membro dell’allora Commissione Edilizia, si fosse fortemente opposto al rilascio della Concessione Edilizia – oggi Permesso di Costruire – sostenendo che la zona non fosse edificabile.

Successivamente, però, a Piano Regolatore invariato, allo stesso soggetto, in qualità di tecnico progettista e socio della citata S.r.l., è stato rilasciato un Permesso di Costruire per la realizzazione di ben sedici appartamenti su un lotto confinante con il mio.

Anche in questo caso siamo perfettamente in linea con il pensiero di Giolitti. E non soltanto nei confronti del sottoscritto, ma anche degli imprenditori del complesso “Volla Evolution” e dei loro acquirenti».

Secondo lei, anche questa volta, con i nuovi sequestri, tutto finirà come al solito in una bolla di sapone?

«Per i cittadini coinvolti me lo auguro. Ai “registi e attori” di questo ennesimo scandalo urbanistico, invece, auguro un buon proseguimento di vita nelle patrie galere!».

Conclude così Ernesto Russo, che continua a rivendicare le proprie ragioni e a chiedere chiarezza sulle vicende urbanistiche del territorio di Volla.

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