La storia del mercato ortofrutticolo di Marano. L’imminente chiusura e la campagna elettorale, un mix esplosivo

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Domani – ordinanze commissariali alla mano – sarà il primo giorno in cui i concessionari del mercato non potranno operare. Loro, gli operatori del settore, hanno già annunciato battaglia, facendo capire a chiare lettere che non ottempereranno alle disposizioni dell’ente cittadino. Hanno annunciato, parallelamente, anche il ricorso al Tar. Al netto delle questioni giuridiche, la vicenda si innesta nel bel mezzo di una campagna elettorale e potrebbe (il condizionale è d’obbligo) diventare uno strumento per fare propaganda in un senso o nell’altro. Il problema è serio, le criticità della struttura sono note, così come la necessità di porre in essere (nel brevissimo tempo) un bando ad evidenza pubblica. Noi queste cose le scriviamo da anni. Le cose, così come sono, non possono durare a lungo: c’è necessità di mettere in sicurezza l’area e c’è necessità di individuare una strada (la delocalizzazione richiede però tempi biblici) per far sì che il mercato abbia decoro e importanza strategica per la città. Tutto ciò si può fare (forse non subito, ma occorre dialogare) e nel rispetto della legalità.

Ora auspichiamo solo in una cosa: che le forze politiche del territorio, quelle chiamate ad affrontarsi nell’imminente tornata elettorale, non si fiondino sulla vicenda per meri calcoli di bottega. Non vorremmo che da un lato ci fossero le forze che vogliono difendere a tutti i costi gli operatori (anche nei casi di palesi anomalie) né tanto meno che qualcuno cavalchi solo le ragioni dei residenti di via Unione Sovietica, esasperati dai rumori prodotti dagli autoveicoli che transitano nella zona. Bisogna tener sempre presente un dato: quando nacque il mercato, negli anni Sessanta, le abitazioni che oggi sono presenti in zona non esistevano e molte, quando vennero costruite, dovevano fungere da uffici e non da strutture abitative tout court. La soluzione che renda felici tutti? Al momento non c’è. Il lavoro più duro, in attesa delle decisioni del Tar, spetta alle forze dell’ordine, chiamate a far rispettare l’ordinanza e nel contempo a non esasperare ulteriormente gli animi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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