Sondaggi, i vincitori delle elezioni aumentano il consenso

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A quasi tre settimane dal voto le linee di tendenza emerse dalle urne sembrano consolidarsi. I nuovi parlamentari, le trattative per il governo, l’elezione dei presidenti di Camera e Senato: l’avvio della legislatura rende più forti i vincitori. I nuovi sondaggi fotografano la crescita del Movimento 5 Stelle e della Lega, i kingmaker. Gli attori non protagonisti: il Partito democratico sospeso tra Aventino e governismo conserva, in sostanza, i consensi ottenuti il 4 marzo; Forza Italia è in crisi nera, l’opa di Salvini sul centrodestra sembra essersi realizzata del tutto.

Berlusconi cala, Leu scompare. Un sondaggio di Tecné realizzato per la trasmissione Matrix ha chiesto agli intervistati “Quale partito voterebbe oggi?”. Il 34,2% sceglie il Movimento 5 Stelle che alle politiche si era fermato al 32,7%. Il 19,2% darebbe il voto alla Lega di Salvini (17,4% alle politiche) e il 19% al Pd (18,7%). Al quarto posto Forza Italia con il 13,6% (14% il 4 marzo). Poi Fratelli d’Italia con il 4,2% (4,3%). Crolla Leu: 2,5% oggi, 3,4% tre settimane fa.

Quali intese? Posizioni simili ma numeri diversi secondo Index Research: che da il M5S al 34,9%, la Lega che frantuma quota 20 salendo al 23,5%, il Pd al 17,5%, Forza Italia al 10,9%, Fd’I al 3,3% e Leu al 2,1%. Nello stesso sondaggio si rilevano anche le preferenze per lo scenario post voto: il 28,5% scegli un governo M5S-Lega, il 16,9% un governo di scopo appoggiato da tutti i partiti, l’11,2% un governo M5S-Pd e il 9,1% un esecutivo larghe-intese-standard tra centrodestra e centrosinistra. Per il 12,1% è necessario tornare al voto al più presto.

Il governo e le prime leggi. Poi le rilevazioni che si concentrano sull’asse Lega-M5S. Per Swg – commissionato da Il Messaggero – l’alleanza tra Salvini e Di Maio è giusta per il 12% degli intervistati, auspicabile per il 26%, impossibile per il 17%, sbagliata per il 32%. Ancora Index Research ha chiesto quale dovrebbe essere il primo atto del nuovo governo: la Flat Tax è prima al 22,9%. Seguono: il reddito di cittadinanza (18,7%), l’abolizione della Fornero (14,1%), la limitazione dell’immigrazione (12,2%), l’abolizione dei vitalizi (10,9%).

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