Sono stati dieci minuti di autentico terrore quelli vissuti da una donna di 40 anni che ieri, all’altezza di via Consolare Campana, si è vista portar via l’auto e la figlia, di appena di 18 mesi, adagiata sul sedile posteriore. I malviventi, due uomini tra i trenta e i quarantanni, sono entrati in azione intorno alle 11,30, utilizzando uno dei tanti espedienti in voga da qualche anno. Uno dei due banditi, a bordo di un’utilitaria, si è avvicinato all’autovettura della donna che procedeva verso la Rotonda Maradona e le ha consigliato di accostare, poiché stava perdendo alcuni bulloni della parte posteriore del veicolo. Daniela si è subito fermata. E’ scesa dalla sua Nissan e ha cercato di capire quale fosse l’inconveniente segnalato dallo sconosciuto. A quel punto il complice, avvicinatosi a piedi, si è introdotto nell’abitacolo ed è partito a tutto gas, portando via con sé anche la piccola Alessia, di soli 18 mesi. Inutili le urla e i tentativi della donna di aggrapparsi all’autovettura: il malvivente, forse nemmeno accortosi della presenza della bimba, ha continuato nella sua fuga. La mamma, in preda al terrore, non ha perso tempo e si è lanciata al suo inseguimento. “Ero disperata – racconta Daniela, casalinga residente a Villaricca – Ho fatto di tutto per fermare il ladro. Ho urlato, mi sono aggrappata al finestrino e ripetevo che c’era mia figlia sul sedile posteriore. Ma è stato tutto inutile: è scappato con la mia Alessia. A quel punto ho pensato solo a come raggiungerli. Ho chiesto aiuto a un uomo che aveva appena parcheggiato: gli ho spiegato cosa fosse successo e l’ho pregato di inseguire il ladro. Purtroppo non siamo riusciti a raggiungerlo”.
Il rapinatore alla guida della Nissan, giunto all’altezza di via Santa Maria a Cubito, si è reso conto della presenza di Alessia e, compresa la gravità del suo gesto, ha abbandonato il veicolo nei pressi di un venditore ambulante. Prima di dileguarsi, però, ha chiesto ai passanti di contattare i carabinieri in quanto c’era una bimba al suo interno. E’ fuggito a piedi portando con sé il portafogli e la borsa di Daniela, ma non il cellulare della donna, lasciato sul sediolino anteriore. Sul posto, poco dopo, sono giunti i carabinieri della locale stazione e i militari della Compagnia di Marano, diretta dal capitano Gabriele Lo Conte. Nell’attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, un capannello di curiosi si è formato intorno all’autovettura: qualcuno ha preso in braccio Alessia, che non è parsa in alcun modo turbata da quanto fosse appena accaduto. La piccola ha riabbracciato la madre, ancora sotto choc, dopo dieci, lunghissimi minuti. “E’ stato terribile – aggiunge ancora Daniela – In quei dieci minuti ho pensato a tutto: ad una rapina, certo, ma anche alla possibilità che volessero realmente portar via mia figlia. Alessia sta bene, non ha riportato nemmeno un graffio: spero solo non si sia spaventata. Io ho riportato solo qualche escoriazione, ma è nulla in confronto alla paura che ho provato: quella di non rivedere più mia figlia”. La donna ha ricostruito la dinamica della rapina ai carabinieri della Compagnia di Marano, che hanno già acquisito importanti elementi per risalire all’identità dei due malviventi. Oltre alla testimonianza della madre, potrebbero rivelarsi decisive quelle fornite da alcune passanti, dal venditore ambulante, ma soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di alcune attività commerciali della zona.



























