Non solo rete fognaria ed elettrica non collaudate o collaudate con atti e documentazioni ritenute non conformi alla legge. Nell’area Pip, dove nulla era a norma e dove nessuno ha mai voluto metter le mani (fino all’arrivo dei carabinieri del Ros), c’era anche una condotta del gas del tutto sconosciuta agli uffici comunali. E’ stata individuata per puro caso qualche giorno fa, mentre i tecnici dell’ente erano intenti ad eseguire una serie di verifiche nel sottosuolo, con particolare riferimento alla rete fognaria. Una condotta alimentata da un bombolone del gas sistemato a suo volta nei pressi di un capannone industriale, posizionato lì, a quanto pare, grazie ad un accordo tra i privati (una società del gas della zona e le Iniziative industriali di Sant’Antimo, concessionaria dell’appalto per il Pip di Marano).
Sul fronte dell’inchiesta, condotta dai carabinieri su ordine della Procura di Napoli, la situazione è la seguente: sono detenuti, al momento, Antonio Di Guida, politico e imprenditore maranese, Aniello e Raffaele Cesaro, titolare della ditta di Sant’Antimo che si aggiudicò l’appalto nel 2005, Oliviero Giannella, ingegnere maranese ritenuto il tecnico di fiducia della famiglia Polverino (Giannella è tuttora ricoverato al padiglione Palermo del carcere di Poggioreale) e Salvatore Polverino, alias Toratto. Indagati, a vario titolo, Gennaro Pitocchi, ex dirigente del Comune di Marano, Salvatore Di Nunzio, commercialista del palazzinaro maranese Angelo Simeoli, Maria Femiano, segretaria dei Cesaro, Luigi Cesaro, parlamentare forzista, e Mauro Bertini, ex sindaco di Marano.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews



























