L’intervento. Marano, le polemiche sul convegno organizzato dal Pd e l’autocritica da fare

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Trovandomi fuori Napoli, ho letto su Terranostranews che lunedì’ 26 c.m., il PD ha indetto un convegno dal titolo “Marano oltre Gomorra”, con la partecipazione del Prefetto Reppucci, da cui ne scatutira’ una interrogazione parlamentare da parte dell’on. Marcello Taglialatela.
Il fatto non mi sorprende, se a farla e’ un politico della destra, per giunta ex MSI, che un tempo consideravano i funzionari prefettizi, nella stragrande maggioranza, espressione della destra o della D.C.

Il Commissario Antonio Reppucci ha partecipato precedentemente al convegno con il sottosegretario on. Gennaro Migliore, nulla vieta che partecipi al convegno del P.D. e porti un suo contributo di conoscenze agli intrigati e diffusi grovigli di misfatti che attanagliano la cosa pubblica. Per i democratici come noi, aperti al confronto, può’ e deve partecipare ad ogni evento, manifestazione, convegno e dibattiti indirizzati alla crescita socio-economica, culturale-politica promossi dalla società’ civile nella città’ in cui opera, purche’ non si distolga dai suoi impegni istituzionali.

Disponibilita’ ne abbiamo riscontrato con l’incontro avvenuto alcuni giorni orsono tra il Prefetto Reppucci, unitamente alla collega Vice Prefetto Maria Ludovica De Caro, con la nostra delegazione locale dell’Associazione Officina delle Idee, dove nel motivare i fini che l’Associazione si propone ci ha espresso il suo pensiero e la sua disponibilita’ a promuovere iniziative che vadano nella direzione di una crescita culturale della citta’, condividendone il fine che l’Associazione si prefigge.

Dai dati, a cui ogni giorno si aggiungono fatti e soggetti inquisiti contro la pubblica amministrazione, con dichiarazioni di discolpa o colpa altrui che portano in un’unica direzione, il malaffare tra la politica e la camorra, corre un obbligo d’impegno da cui nessuno può esimersi, ne’ la classe politica locale ne’ la società’ civile.

Dal convegno, a cui non ho possibilità’ di partecipare, augurando buon lavoro ai promotori dell’iniziativa, sono convinto che usciranno responsabilita’ politiche più’ marcate di quei soggetti che sono stati gli artefici della cattiva amministrazione ed una autocritica nei ritardi od omissioni da parte di coloro che pur non condividendo l’operato degli amministratori in carica, sono stati artefici nel non denunciare a tempo debito, con forza, la cattiva gestione della cosa pubblica.

Dire che ne eravamo gia’ a conoscenza e’ un eufemismo.

La magistratura fa il suo corso, a noi interessa individuare la responsabilita’ politica, per evitare che si ricada negli errori del passato.

Nel ventennio, dal primo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione cammorristica, a guida democristiana, si e’ passato da una amministrazione populista di sinistra con una personalita’ forte ed accentratrice del sindaco ad un’amministrazione di centro-destra con un sindaco debole sia politicamente che caratterialmente con un intermezzo di una Giunta a guida P.D. con un sindaco che motiva la sua amministrazione fatta di tante ombre e qualche luce addebitando parte delle responsabilita’ all’UDC, responsabilita’ che lo stesso Bertini denunciava nel suo secondo mandato, ed un’amministrazione Cavallo, interrotta nel mezzo del percorso. Se questo e’ il quadro, si può’ dedurre che gli elettori voglia di cambiamento ne hanno dimostrato, ed ogni singolo cittadino si debba porre un interrogativo in considerazione dello stato di degrado in cui versa la citta’.

Il deus ex machina della politica locale resta il vecchio gruppo dirigente democristiano, rappresentato dall’UDC per cui e’ giusto che gli elettori lo puniscano e scompaia dalla scena politica. Se il P.D., il partito della nazione vuole recuperare questo ceto politico non ha compreso la politica del cambiamento. Bisogna, invece, recuperare l’elettorato che ha votato la prima giunta Bertini e quell’elettorato che sulla spinta del diverso, del nuovo, del cambiamento ha votato per la giunta Mario Cavallo.

Caro direttore, oggi non serve qualche fiancheggiatore o pseudo innovatore che si propone a Sindaco della città alla ricerca di padrini che possano apportargli consensi, questa e’ la politica del passato che ha portato i risultati sotto gli occhi di tutti; serve individuare un gruppo di innovatori, possibilmente giovane, che abbia a cuore le sorte della citta’ iniziando a discutere sugli errori commessi nel passato per uscire dal letargo con la partecipazione dei cittadini dove si individuano le carenze e le iniziative da intraprendere per cambiare in positivo il volto di Marano.

Li’, 25/06/2017

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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