Una classe politica strabica, perlopiù assente e una città con l’elettroencefalogramma piatto. Diciamo subito due cose, giusto per attirarci qualche altra simpatia: se fosse stato indagato per corruzione un qualsiasi esponente del centrodestra locale o nazionale, i partiti, i residui della sinistra che fu e che governò la città (Sel-Sinistra Italiana, Rifondazione o altri) avrebbero gridato allo scandalo. Ora che ad essere indagato per corruzione è un signore che risponde al nome di Mauro Bertini, sindaco per 13 anni che ha legato il suo nome a tante operazioni finite nel mirino dei magistrati (Pip, palazzina di via Casalanno, cimitero, masseria del Galeota e quant’altro), la sinistra nostrana si scopre improvvisamente garantista. Garantista con Bertini e iper giustizialista con tutti gli altri.
Non parla la signora Stefania Fanelli, al secolo la “zarina” di Poggio Vallesana, non parlano i rifondaroli, non parla il Pd e non parlano nemmeno i pentastellati. Cosa dovrebbero dire? Una sola cosa: che quel periodo amministrativo, quello gestito da Bertini, ha ombre inquietanti, molto inquietanti. Tutti zitti, invece.

Inaugurano le Case del popolo e non dicono nulla, almeno come analisi storiche (non giudiziarie), al popolo a cui fanno riferimento. Il popolo non deve sapere, insomma, cosa è accaduto negli ultimi 15-20 anni e perché il Comune e la città si trovino in queste condizioni di invivibilità e con le finanze ben oltre il rosso.
Sel, qualche anno dopo il “regno” bertiniano, ha sostenuto una giunta (quella di Perrotta) a forte trazione Simeoli, ben rappresentati in giunta e in Consiglio.
Rifondazione, invece, ha sostenuto a lungo l’ex sindaco e quindi, per una sorta di conflitto di interesse, preferisce tacere.
E il Pd, per anni acerrimo nemico del Bertini? Niente anche da quel versante. Loro, i democratici, da mesi e mesi non fanno altro che accapigliarsi su Renzi, Bersani, D’Alema e quant’altro. Nemmeno un manifesto dopo lo scioglimento per camorra del Consiglio comunale e nemmeno una parola sull’indagine che vede coinvolto Bertini, i Cesaro e Di Guida, per un breve lasso di tempo loro alleato nella giunta targata Perrotta, quella che annoverava tra le proprie fila Biagio Iacolare e company, ma anche Marcello Scuteri e Corrado Gabriele.
I centristi e l’Udc? Loro hanno gestito, e alla grande. E non hanno mai parlato, figuriamoci se possono farlo oggi.
Forza Italia? Non potrebbero, sono reduci da uno scioglimento per camorra.
E i Cinque Stelle? Non pervenuti. Proprio loro che non hanno o non dovrebbero avere scheletri negli armadi, se ne stanno in silenzio. Con fare sornione sperano di approfittarne, tra un anno e qualche mese, della situazione di invivibilità per candidarsi alla guida della città. Non dicono nulla sul Bertini (sempre sotto il profilo storico ancor prima che giudiziario) e non dicono nulla sulla mole enorme di atti illegittimi o connotati da enorme superficialità orchestrati o voluti dalla commissione straordinaria e, in primis, dal prefetto Reppucci. Chissà perché se ne stanno in silenzio?
Tra un anno e mezzo, forse, si tornerà al voto: la gente dimenticherà tante cose e dimenticherà pure che lor signori hanno taciuto su molti argomenti. Si fideranno di partiti e movimenti che oggi se ne stanno a guardare mentre la città muore. Noi non li dimenticheremo, però, e lo ricorderemo a quei pochi o tanti che ancora credono in una politica sana e seria.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























