Marano, gli Orlando diventano padroni della città nel 2015. I summit a Cupa del cane, la sfida lanciata a Zi Totonno e i soldi a un “colonnello”

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Le estorsioni contro gli imprenditori, grandi e piccoli, anche per lavori di modesta entità nelle abitazioni, i conflitti iniziali, poi sanati, con il gruppo Polverino di “For ‘o truglio”, gli incontri tra il capoclan Antonio Orlando, ancora latitante, e gli altri affiliati in via Cupa del cane e in altri posti e, infine, il guanto di sfida lanciato da Armando Lubrano, alias Armandino, ad Antonio Polverino, meglio noto come Zi Totonno, e al figlio Salvatore. C’è questo e tanto altro nelle mille pagine dell’ordinanza che ha portato all’arresto degli affiliati storici e delle nuove leve del clan Orlando (nella foto Angelo Orlando, alias ‘o Malomm). Tra queste, il timore di una “reazione” da parte di Giuseppe Simioli, alias ‘o petruocelo, reggente dei Polverino, e il pagamento di una somma di denaro ad un non precisato colonnello. La supremazia degli Orlando, però, viene sancita nell’agosto del 2015, dopo alcuni incontri tra le parti e le iniziali divergenze sorte con alcuni componenti del gruppo di corso Mediterraneo capeggiati da Salvatore Ruggiero. Per quel che concerne le richieste estorsive ai Di Guida, Pasquale e Antonio, come riportato nell’ordinanza uno degli incontri si sarebbe dovuto tenere ai campi Elios di San Marco. Per il procuratore aggiunto Borrelli (nella foto in basso), che ha parlato stamani in conferenza stampa, “l’attività di indagine è ancora in corso e non si escludono nuove operazioni sul territorio”.

borre

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