Marano, torna in libertà Cristian, il 26 enne trasferitosi a Londra per lavoro e accusato di associazione mafiosa. Il Riesame ha annullato l’ordinanza

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E’ rimasto in cella per quindici giorni, quindici lunghi giorni senza capire il perché. Due settimane da incubo, prima di tornare ad essere un uomo libero. Fuori dal carcere di Secondigliano per effetto della decisione dei giudici del tribunale del Riesame, che hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 7 febbraio dal tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Scarcerato per “insussistenza di gravità indiziaria”. E’ tornato così a casa Cristian Santoro, il 26 enne di Marano che nel giorno del blitz, eseguito dai carabinieri di Casal di Principe, si trovava all’estero. Per la giustizia italiana era a tutti gli effetti un latitante; in realtà Cristian si era da qualche tempo trasferito a Londra, per lavorare in un fast food di una nota multinazionale. Sul suo capo pendono accuse gravissime: associazione mafiosa, estorsione e illecita concorrenza.

Reati che sarebbero stati commessi in concorso con altre quarantacinque persone, ritenute perlopiù gestori di piattaforme on line di videopoker per conto del clan dei Casalesi. Una gestione di tipo monopolistico. In manette, per questa inchiesta, è finito anche Walter Schiavone, uno dei figli del padrino Francesco Schiavone, meglio noto come “Sandokan”. Santoro è a Londra quando apprende del suo arresto. Ne viene a conoscenza sfogliando le pagine di un sito internet italiano. E’ choccato, impaurito, confuso, ma decide di costituirsi. Lo fa attraverso il suo legale, l’avvocato Onofrio Fioretto, che informa i carabinieri del suo imminente rientro in Italia. Il 12 febbraio, cinque giorni dopo l’emissione dell’ordinanza cautelare a suo carico, Cristian sbarca all’aeroporto di Capodichino.

Ad attenderlo ci sono i militari dell’Arma di Casal di Principe, che dopo averlo prelevato lo accompagnano nel carcere di Secondigliano. Inizia in quel momento il suo piccolo calvario: quindici giorni dietro le sbarre, quindici giorni “di incubi e di inferno”, come spiega all’indomani della sua scarcerazione. L’ha disposta il tribunale del Riesame, nella giornata di ieri, annullando l’ordinanza di arresto formulata dai magistrati inquirenti. Cristian Santoro non ha precedenti penali e, da quanto si apprende, nemmeno parentele scomode.

Il 26 enne, che in futuro potrebbe ritornare in Inghilterra, è finito nel vortice giudiziario perché in passato, mesi prima che si trasferisse nella capitale inglese alla ricerca di una nuova occupazione, ha prestato servizio per una società coinvolta nell’inchiesta e oggetto di sequestro da parte dalla Dda: è la I.G srl di Giovanni Gallo, anch’egli destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare e anch’egli rimesso in libertà alla luce della decisione del Riesame. Fuori dal carcere anche un terzo indagato: Giuseppe Navarra, residente a Casoria.

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