Giudice di pace, è ancora fumata grigia tra i comuni dell’hinterland. Nemmeno l’incontro di ieri, che si è svolto presso il tribunale Napoli nord di Aversa, alla presenza di Elisabetta Garzo, è servito a sciogliere gli ultimi nodi: quelli relativi al potenziamento del personale amministrativo e alle spese per il mantenimento della struttura di piazzale Escrivà de Balaguer. La trattativa prosegue ad oltranza, nel tentativo di ratificare una convenzione che soddisfi tutti i Comuni coinvolti: Marano, Mugnano, Villaricca, Qualiano, Calvizzano, Melito e Giugliano. Malumori e polemiche hanno segnato gli ultimi summit. Sul banco degli imputati è finito l’ente di Giugliano, che non aveva aderito al vecchio Patto e che oggi sembra intenzionato a dirottare a Marano uno o due dei propri dipendenti ma non – come invece richiesto dagli altri sei comuni – ad accollarsi ulteriori costi per il mantenimento del presidio giudiziario. Da qui la necessità di varare un nuovo accordo che incassi anche il via libera del municipio della terza città della Campania.
I sei comuni, nei prossimi giorni, sottoporranno a Giugliano una proposta di convenzione, che prevede una ripartizione dei costi in parte su base fissa (60 per cento) e in parte (40 per cento) sulla base del numero dei residenti di ogni singolo comune. Sarà questo l’ultimo tentativo per scongiurare la chiusura del Giudice di pace di Marano, uno degli ultimi avamposti di legalità ancora presenti nell’hinterland giuglianese, da qualche anno privato anche della sezione distaccata del tribunale di Napoli, confluita, come altre analoghe strutture della provincia, nel tribunale Napoli nord di Aversa. Contro la chiusura dell’ufficio giudiziario di Marano, paventata a più riprese negli ultimi tempi, si sono schierate le associazioni forensi del territorio, Aiga e Palumbo, e dal Consiglio dell’Ordine partenopeo degli avvocati
Il Mattino
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