Marano, le “belle” addormentate al Comune. Storie di dirigenti e funzionarie da cui ci si attendeva molto di più…

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Per la serie le “belle” addormentate nel bosco, che nel caso di specie sarebbe il Comune di Marano. Chi sono? Maria Silvia De Luca, capitano della municipale, Paola Cerotto, responsabile del settore Urbanistica, Claudia Gargiulo, responsabile del comparto economico-finanziario, Anna De Luna, vice commissario straordinario del Comune, Angela Veccia, responsabile del Patrimonio, Maria Giuseppina D’Ambrosio, segretario generale e a capo dell’area Igiene Urbana. Quali risultati hanno prodotto in anni o mesi di lavoro al Comune? Ben pagate, con ruoli di grandissima responsabilità, hanno fallito o stanno fallendo anche loro, al pari dei colleghi uomini, tecnici, dirigenti, dipendenti (nessuno escluso), di cui già si conoscevano vite, opere e miracoli.

Maria Silvia De Luca. E’ la più alto in grado del comando della polizia municipale, al pari di Brigida Costa. Conosce bene l’ambiente per aver operato da comandante durante l’era Perrotta. Ora funge da coordinatrice di un settore, che sicuramente necessita di un potenziamento di organico, ed è lei ad avere il maggior “peso” nel comparto. Voto 2 per i tanti, troppi casi di abusivismo sfuggiti alla sua squadra, per le auto in doppia e tripla fila davanti ai bar posti a due metri dal comando, per le decine di casi di occupazione di suolo pubblico non sanzionate, per le lentezze e gli eccessivi bizantinismi quando c’è stato da eseguire o notificare sgomberi. Giudizio: distratta…

Claudia Gargiulo. E’ la dirigente che ha fatto il bello e il cattivo tempo in questi anni. Diceva di non avere le risorse per emettere le bollette dell’acqua e per circa quattro anni si è trincerata dietro questo alibi. Poi, con l’arrivo del commissario Fico, ha dovuto fare marcia indietro dimostrando che, volendo, si poteva pure fare di necessità virtù. Ha una squadra di fedelissimi, il suo cerchio magico, che premia ciclicamente. Sul fronte dell’evasione, dei grandi ladri d’acqua, ha fatto poco nulla. I primi provvedimenti soltanto dopo l’inchiesta dei carabinieri. Voto 1 Giudizio: sciagura.

Anna De Luna. Vice commissario prefettizio, è arrivata al Comune per dar man forte al commissario Fico, presente in municipio soltanto due volte alla settimana. Si è chiusa, invece, nella Torre d’Avorio e non si è mai calata nella realtà cittadina. Non conosce una sola problematica della città, si limita all’ordinario, a sottoscrivere qualche atto o poco più. Voto 3,5 Giudizio: impalpabile.

Angela Veccia: dai servizi sociali è stato sballottata (ma lo ha voluto lei) a capo del Patrimonio, uno dei comparti più delicati del Comune. L’impegno c’è, per carità, ma i risultati tardano ad arrivare. Doveva essere sostituita, poi si dimise, ora è di nuovo in piena attività. Tra qualche mese lascerà per raggiunti limiti di età, ma francamente speravamo in qualcosina in più. Su quali fronti? Case popolari (siamo ancora in alto mare o quasi), via Antica Consolare Campana, via Platone, senza contare alcune grane sorte al cimitero e il mancato avvio delle procedure burocratiche per le esumazioni. Oggi la struttura cimiteriale è sprovvista di un vero coordinatore e ci si arrangia come capita, confidando nella collaborazione di qualche dipendente. Voto 4,5. Giudizio: Volenterosa ma poco incisiva.

Paola Cerotto. Sognava di diventare dirigente dell’area tecnica, aveva avuto questa rassicurazione da qualche esponente della vecchia giunta. E invece Paolina, tecnico preparato ma umorale e molto suscettibile, è rimasta a tappare i buchi qua e là. E che non sia contentissima lo si capisce osservandola da un miglio di distanza. Ha lavorato sul Pip e sulle tante questioni urbanistiche, ma è sta lenta in certe circostanze e ha sottovalutato alcuni casi, uno dei quali potrebbe concorrere allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni della malavita. Anche sui controlli dei permessi di costruzione, si è mossa non benissimo e solo dopo alcune segnalazioni o articoli dei mass media. Voto 4- Giudizio: troppo soft…

Maria Giuseppina D’Ambrosio. Di lei in questi mesi si è detto tanto e non vorremmo quindi ripeterci. Ricordiamo solo ai lettori che è lei a capo del comparto Igiene Urbana e che in questi mesi di disastri poco o nulla è stato fatto per richiamare all’ordine la ditta Teknoservice. Potremmo ricordare anche il caso del contestato scorporo della particella di piazza della Pace o il caso della commissione disciplinare e dell’esito barzelletta di uno dei procedimenti più seguiti. Potremmo, ma non lo faremo. Voto 2 Giudizio: sopravvalutata.

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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