Qualcuno faccia luce sui lavori del convento francescano di via Casalanno. Ci sono almeno tre elementi, tre dati che fanno presupporre che non tutto sia andato per il verso giusto. I lavori, finanziati per circa 3 milioni di euro con i fondi del Piu Europa, sono incompleti in alcuni punti. Alcuni affreschi sono ricoperti da velature, strati di veli che andavano rimossi al completamento dei lavori; in altri punti – come si evince dalle foto in basso – sono ancora evidenti i segni di infiltrazioni che erano già visibili prima dell’avvio del restauro. Sorge spontanea una domanda: cosa si è fatto per eliminarli?
Passiamo agli interni. La cappella non è stata minimamente toccata, eppure secondo i frati che gestiscono la struttura e alcuni addetti ai lavori erano contemplati nel progetto iniziale.
Anche gli scalini, quelli che dall’ingresso di via Casalanno portano alla chiesa, sono in uno stato di degrado. Alcuni sono rotti, altri in pessimo stato di conservazione così come le iscrizioni sui marmi interni alla cappella.
Chi ha posto domande e si è interessato alla questione, si è sentito rispondere che i soldi erano finiti. Terminati? E i lavori non dovrebbero essere consegnati a regola ad arte? Qualcuno (la Soprintendenza, il padre provinciale dei francescani, la commissione d’accesso che opera al Comune di Marano, il commissario prefettizio Fico) faccia luce e spieghi ai cittadini, agli amanti dell’arte e della storia, cosa è realmente accaduto.
Pochi giorni fa c’era stato il taglio del nastro, ma prima di inaugurarlo (forse) bisognava fare una preventiva verifica e chiedere le opportune spiegazioni.



























