Ed eccole le primarie, si vota per eleggere il segretario nazionale del Pd ma in Campania lo sguardo è già proiettato più avanti, alle regionali del prossimo anno. La crisi del partito è profonda e il lanciafiamme che Matteo Renzi più volte annunciò negli anni scorsi non s’è mai visto. Il risultato è stato un correntismo esasperato, una lotta senza quartiere, condotta anche a colpi bassi come se ne videro durante le primarie del 2015 per il sindaco di Napoli, quelle dei soldi passati di mano in mano fuori i seggi e che tanto fecero infuriare Antonio Bassolino, sconfitto da Valeria Valente. Del resto, se per due volte consecutive, nel 2016 come era già successo nel 2011, a Napoli non arrivi neanche al ballottaggio vuol dire proprio che grande è la confusione sotto il cielo e la situazione non è affatto eccellente.
A Marano, il sindaco Visconti – che non può contare sulla maggioranza delle tessere nel circolo cittadino – punta a fare il boom sul fronte nazionale e regionale (è candidato in una lista) e sono in tanti a scommettere che domani ai seggi si vedrà un po’ di tutto, anche chi non “c’azzecca” un bel nulla con il Pd.


























