Cronache italiane, stipendi e buonuscite illecite: sotto inchiesta anche il papà della Boschi

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Stipendi e buonuscite elargite in maniera illecita che hanno contribuito al dissesto di Banca Etruria. Per questo il consiglio di amministrazione guidato da Lorenzo Rosi e dai suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena, è sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta. L’indagine avviata dalla procura di Arezzo arriva dunque alla svolta. Dopo le nuove sanzioni erogate da Bankitalia per un totale di due milioni e duecentomila euro (Rosi e Boschi rispondono ciascuno per 130mila euro), i pubblici ministeri guidati dal procuratore Roberto Rossi si concentrano sulle operazioni che hanno svuotato le casse dell’Istituto di credito causandone il fallimento. E delegano alla Guardia di Finanza nuovi accertamenti sulla delibera approvata nel corso della riunione del Cda del 30 giugno 2014 che chiudeva il rapporto con il direttore generale Luca Bronchi, concedendogli un indennizzo da un milione e 200mila euro. L’obiettivo è evidente: ottenere il sequestro della somma elargita al manager, che è accusato di concorso nello stesso reato contestato agli amministratori.

Il Corriere

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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