Condono edilizio 2003, scontro in Campania: il centrodestra rilancia la sanatoria, Fico dice no

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Si riaccende il confronto politico sul condono edilizio del 2003 e sulla possibile riapertura dei termini per la Campania. L’ipotesi è quella di inserire nella prossima legge di bilancio una norma che consenta ai cittadini campani di accedere alla sanatoria, dalla quale la regione era rimasta esclusa oltre vent’anni fa.

A sostenere l’iniziativa è il centrodestra campano, con il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano e i capigruppo Massimo Pelliccia (Forza Italia), Raffaele Maria Pisacane (Fratelli d’Italia), Massimo Grimaldi (Lega) e Sebastiano Odierna (Ecr-Cirielli Presidente).

«Sosteniamo con convinzione l’iniziativa di alcuni parlamentari del centrodestra tesa a consentire ai cittadini della Campania di beneficiare del condono del 2003, a cui hanno avuto accesso i cittadini di altre regioni italiane», affermano in una nota.

Secondo gli esponenti del centrodestra, si tratterebbe di correggere una disparità di trattamento che ha penalizzato migliaia di famiglie. «Bisogna distinguere la grande speculazione da chi per necessità si è costruito una casa. Buona parte del cosiddetto abusivismo è stata determinata dall’incapacità dei sindaci di sinistra di pianificare la rigenerazione urbana e un corretto sviluppo. La casa è un diritto costituzionale. Non si possono gettare per strada migliaia di famiglie che si sono date un tetto», sostengono.

Di tutt’altro avviso il presidente della Regione Roberto Fico, che liquida la questione con una posizione netta: «Siamo contro il condono. Punto».

Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, invita alla prudenza e soprattutto a non alimentare aspettative tra i cittadini. «Non bisogna ingenerare false speranze», afferma, sottolineando la necessità di distinguere tra piccoli abusi, che in alcuni casi possono già essere regolarizzati attraverso le norme vigenti, e grandi costruzioni completamente irregolari. Una distinzione ancora più importante, secondo il primo cittadino, quando gli immobili ricadono in aree a rischio idrogeologico o sottoposte a vincoli paesaggistici.

A spingere per una soluzione normativa è anche il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «In Campania, e non solo, è stata pagata per 23 anni una discriminazione per colpa della sinistra. Una legge dello Stato non è stata usufruita allo stesso modo in tutta Italia: c’è stato chi ha potuto sanare e chi, pur versando le oblazioni, non ha potuto farlo per il mancato recepimento della Regione».

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