Carissimo Don Ciro, quando in questi giorni ci siamo trovati a stringere tra le mani i ricordi di questi ventisei anni vissuti insieme, il cuore si è riempito di un tumulto di emozioni difficile da contenere. Ventisei anni non sono semplicemente un tempo che scorre sul calendario: sono una vita intera cucita addosso alla nostra comunità di San Ludovico d’Angiò. Sono i volti che sono cambiati, i bambini cresciuti e diventati genitori, le storie, i traguardi condivisi, le lacrime asciugate e i sorrisi ritrovati sull’altare, tra i banchi della chiesa e lungo le strade della nostra Marano. In tutti questi anni tu sei stato molto più di un parroco: sei stato un padre, un fratello, un amico, una guida salda e coraggiosa. Guardando indietro, i nostri occhi si bagnano di gratitudine pensando a tutto ciò che il Signore ha operato attraverso le tue mani. La tua forza evangelizzatrice e la capacità di trasmettere la gioia del Vangelo hanno fatto fiorire la nostra comunità. Pensa ai nostri bambini, ai giovanissimi e ai ragazzi dell’ACR: hai riempito gli spazi della parrocchia di vita e di allegria, offrendo loro un’alternativa sana, un faro luminoso e un’educazione alla speranza che ha fatto fiorire il nostro territorio. La presenza straordinaria e numerosa dei giovani dell’Azione Cattolica non è una semplice statistica, ma la testimonianza viva di una fecondità pastorale non comune. Nella complessità e nelle ferite della nostra terra, segnata da prove difficili e da un profondo vuoto istituzionale — con ben cinque scioglimenti comunali —, la tua presenza e la tua voce non hanno mai tremato. Hai raccolto l’eredità imponente di Don Mimì, che per trent’anni era stato il punto di riferimento spirituale e sociale di questa città, e ne hai proseguito l’opera con lo stesso instancabile coraggio. Di fronte alle note e dolorose vicende giudiziarie che colpiscono il territorio, la parrocchia e la tua persona sono state un presidio costante di legalità, di ascolto, di riscatto e di infinita dignità. Grazie all’oratorio, ai percorsi di educazione alla cittadinanza attiva e a iniziative di forte valore aggregativo, come la maratona di quartiere, hai continuato a piantare semi concreti di speranza in una comunità altrimenti smarrita. Con una visione ecclesiale fortemente profetica, e con oltre dieci anni di anticipo rispetto alle attuali indicazioni del Cammino Sinodale, hai promosso un modello di parrocchia autenticamente aperta ai laici. Ne è simbolo virtuoso il nostro Consiglio Pastorale Allargato, dove la voce e l’impegno di tutti sono diventati parte attiva della vita parrocchiale.
A questo si unisce la costante e intensa collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, cercando un’autentica simbiosi educativa tra famiglia, scuola e Chiesa per la crescita armonica dei nostri ragazzi. Con il nodo alla gola, poi, pensiamo agli ultimi e ai più fragili. A quel cuore pulsante che è la Caritas parrocchiale — dai pranzi condivisi a Natale all’abbraccio ai senzatetto nelle zone più povere di Napoli — e alla straordinaria sensibilità verso le persone con disabilità. Da quel momento settimanale loro interamente dedicato è nata la spinta per la costituzione di un’associazione e di una cooperativa sociale a sostegno dei ragazzi autistici e delle loro famiglie, offrendo risposte concrete dove spesso le istituzioni lasciano un vuoto. Ci hai insegnato che il vero pastore non trattiene le pecore a sé, ma le conduce a Cristo. E oggi, mentre il momento del distacco si fa vicino, comprendiamo che il dono più grande che ci lasci non sono le opere o le strutture, ma è proprio Lui: Gesù. Ogni volta che hai spezzato il Pane, che hai perdonato, che hai annunciato il Vangelo, ci hai donato il volto stesso del Signore. Ora, Don Ciro, è il momento di un nuovo inizio. La voce di Dio ti chiama a prendere il largo verso la comunità di Procida.
C’è un’isola che ti aspetta, altri volti che presto imparerai a chiamare per nome, altre storie e altre lacrime che affideranno al tuo cuore di pastore. Sentiamo la fitta della tristezza, è vero. Ma vogliamo che oggi a prevalere sia soltanto un immenso grazie. Non vogliamo trattenerti con il peso del rimpianto, ma vogliamo accompagnarti con la preghiera più bella, affidandoti tra le braccia di quel Dio che ti ha mandato qui ventisei anni fa e che oggi ti chiama ancora a servire. Porta con te a Procida, oltre il mare, l’affetto profondo dei nostri cuori; e sappi che qui, a San Ludovico, ci sarà sempre una porta aperta e una preghiera che continuerà a camminare insieme a te. Buon cammino, carissimo Don Ciro. E grazie, grazie di tutto. La tua comunità della Parrocchia San Ludovico d’Angiò dammi titolo




























