«È arrivato il tempo della giustizia, quella con la G maiuscola. Dopo tanti anni di buio e di dolore, passo dopo passo, sta venendo a galla quella verità che io e mio marito abbiamo sempre saputo. Alberto è innocente». Alberto è innocente: è in queste paro – le che, per la commozione, si incrina la voce di Elisabetta Ligabò (nella foto assieme al figlio al funerale di Chiara) mentre parla in esclusiva con Il Giornale. La mamma di Alberto Stasi rompe il silenzio dopo le incredibili verità messe agli atti dal l a Procura di Pavia, convinta che l’allora fidanzato di Chiara Poggi sia stato condannato ingiustamente per il delitto di Garlasco, che per gli inquirenti sarebbe invece stato commesso da Andrea Sempio. Un errore giudiziario che ha recluso Stasi in prigione per oltre dieci anni, al culmine di un’indagine che si sarebbe instradata sulla via della mostrificazione proprio nel momento in cui i Ris comandati al l’epoca dall’allora colonnello Luciano Garofano prima ipotizzarono la presenza del sangue di Chiara sui pedali della bicicletta del fidanzato, concorrendo così al fermo di Stasi, e poi, caduta la prova ematica, certificarono che su quei pedali c’era comunque il Dna. Oggi, dopo diciannove anni, è emerso non solo che non c’è mai stato quel Dna sui pedali della bicicletta, ma che addirittura i Ris sapevano delle due corse elettro foretiche negative e, per i pm, occultarono quelle analisi in grado di scagionare Alberto, visto che non furono mai messe nel fascicolo del procedimento. Un colpo al cuore della giustizia e una speranza nel cuore di mamma.
Signora Elisabetta, lei ha urlato al mondo che suo figlio è innocente m a non le hanno creduto. Cosa ha provato nello scoprire che quel Dna che aveva cambiato per sempre il destino di Alberto non è mai esistito?
«Ma io lo sapevo già che, prima o poi, la verità sarebbe venuta a galla, me lo sentivo».
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