Secondigliano è il primo carcere a dotarsi di un sistema di inibizione delle comunicazioni telefoniche e della trasmissione dei dati. Solo ieri sono stati calcolati 24 mila tentativi di accesso; 250 gli agenti di polizia penitenziaria impiegati tra reparti speciali e territoriali.
Lo riferisce il ministero della Giustizia in un post su Fb sottolineando che oggi si è svolta la conferenza stampa su questa «importante sperimentazione al palazzo del Governo di Napoli con il sottosegretario Alberto Balboni, il capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, il dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria Augusto Zaccariello e il prefetto Michele di Bari».
«Il perfetto esito della sperimentazione fa sì che i telefonini saranno del tutto inutili per i detenuti, d’ora in poi sarà impossibile trasmettere e ricevere attraverso qualunque dispositivo introdotto illegalmente nell’istituto – conclude il sottosegretario – Oggi possiamo dire che le carceri sono diventate impenetrabili alle comunicazioni illecite e questo grazie all’impegno del governo. La misura è nazionale, Secondigliano è il primo istituto, presto ne seguiranno molti altri».

























