A volte, per comprendere il presente, basterebbe rileggere ciò che veniva scritto e dichiarato qualche anno fa.
Era il 31 marzo 2021 quando, mentre sul Comune di Marano era in corso l’attività della commissione d’accesso, il Partito Democratico provinciale interveniva pubblicamente sull’amministrazione guidata da Rodolfo Visconti, sostenendo l’opportunità politica di arrivare a una conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa.
A parlare fu anche Marco Sarracino, allora segretario della Federazione metropolitana del Pd, in una dichiarazione riportata da Terranostranews:
“Da diversi mesi la Federazione metropolitana ha sempre ragionato sull’opportunità politica di valutare l’ipotesi di una conclusione anticipata dell’amministrazione. Il fine era solo ed esclusivamente legato ad una attesa più serena delle determinazioni della commissione d’accesso.”
E ancora:
“La Federazione metropolitana non è mai entrata nelle dinamiche che intercorrono tra il sindaco ed il gruppo consiliare del PD, poiché legate ad equilibri che sono prerogativa dell’autonomia, che abbiamo sempre rispettato, proprio del sindaco e del suo rapporto con la maggioranza.”
Parole che oggi meritano di essere rilette alla luce delle dichiarazioni dell’ex sindaco Matteo Morra, che in un recente video sembra voler ricostruire la storia degli scioglimenti del Comune di Marano come una sequenza di provvedimenti ingiusti, arrivando a coinvolgere anche le precedenti amministrazioni.
Ma la memoria politica, quando diventa selettiva, rischia di lasciare fuori proprio i passaggi più scomodi.
Nel 2021 il Pd provinciale non sosteneva la necessità di difendere a ogni costo l’amministrazione Visconti. Al contrario, Sarracino (ma anche il segretario del circolo locale dell’epoca, molto vicino a Morra), parlava esplicitamente dell’opportunità di una conclusione anticipata, motivandola con la necessità di attendere con maggiore serenità le determinazioni della commissione d’accesso.
E oggi? Oggi, a leggere e ascoltare alcune ricostruzioni, sembrerebbe quasi che gli scioglimenti di Marano siano stati soltanto il frutto di decisioni incomprensibili o di ingiustizie subite dalle amministrazioni interessate, dimenticando (forse volutamente o non volutamente) anche le vicende giudiziarie richiamate nelle relazioni relative alle amministrazioni precedenti e gli atti giudiziari riguardanti un ex sindaco e un ex vicesindaco, sulle quali risultano procedimenti per una presunta vicenda corruttiva nell’ambito del settore rifiuti.
Il punto, dunque, non è stabilire oggi chi abbia ragione in una vicenda tanto complessa. Il punto è un altro: se si vuole riscrivere la storia politica di Marano, bisogna avere il coraggio di ricordarla tutta. Morra, che finge di non sapere che gli aspetti penali poco o nulla c’entrano con gli scioglimenti e che dice che Bertini governava 20 anni fa, dimenticandosi che Bertini è stato influente consigliere comunale fino all’anno 2021, data del suo arresto, tanto che nelle carte del suo arresto si fa riferimento ai continui tentativi di condizionamento della giunta in carica dell’epoca e che dimentica l’indagine sui rifiuti sull’asse Giugliano-Marano e che dimentica i veri motivi che portarono allo scioglimento del consiglio comunale nel 2021, lo fa esclusivamente per portare acqua al suo mulino.
E finge di nonricordare che, nel 2021, mentre Visconti era ancora sindaco e la commissione d’accesso lavorava, anche il Pd provinciale — attraverso Sarracino — riteneva politicamente opportuno valutare le dimissioni e una conclusione anticipata dell’amministrazione.
Quella dichiarazione è agli atti. E basta rileggerla per capire quanto sia diversa la narrazione di ieri da quella che oggi qualcuno sembra voler proporre.
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