Commissari a Marano, la lettera di un cittadino sul loro operato. Qualche verità e un cumulo di bugie

0
Condividi
45 Visite

Alla redazione è giunta una lunga lettera firmata da un anonimo cittadino che punta il dito contro commissari prefettizi, gestione amministrativa e stato dei servizi pubblici cittadini.

Nella missiva vengono elencate criticità che molti residenti conoscono bene: dallo stadio comunale abbandonato alle palestre scolastiche inutilizzate, passando per il verde pubblico in sofferenza e la questione del PalaMarano, struttura affidata anni fa e mai più oggetto — secondo il lettore — di una nuova procedura pubblica.

Il cittadino contesta anche la chiusura del teatro comunale, accusando la gestione commissariale di immobilismo amministrativo e di “pubblicizzare risultati che in realtà sarebbero frutto delle precedenti amministrazioni”. Nella lettera vengono infatti citati interventi come il Parco dei Ciliegi, l’area cani di via Arafat e alcuni finanziamenti per le strade, attribuiti all’ex amministrazione guidata da Rodolfo Visconti Morra.

Anche sulla vicenda del teatro, però, è necessario fare chiarezza: la struttura è stata chiusa per l’assenza dei requisiti di agibilità e sicurezza necessari allo svolgimento delle attività pubbliche. Una decisione tecnica e amministrativa che non nasce dalla volontà politica dei commissari, ma dalla necessità di rispettare normative e prescrizioni previste dalla legge.

Toni duri anche sulla gestione del trasferimento degli uffici comunali e sulla vicenda del giudice di pace, con accuse pesanti rivolte ai commissari, definiti dall’autore “professionisti” incapaci di incidere realmente sui problemi della città.

Tuttavia, nella lettera emergono anche inesattezze e ricostruzioni parziali che meritano chiarimenti.

Sul presidio del Giudice di pace, la vigilanza privata è stata richiesta direttamente dalla Prefettura dopo i gravi episodi verificatisi nei mesi scorsi. Inoltre, i faldoni e il materiale custodito negli uffici non possono essere trasferiti nell’immediato perché si attende ancora il via libera ministeriale necessario.

Anche sul trasloco degli uffici comunali, è stata scelta una ditta privata per le operazioni logistiche, smentendo quindi la ricostruzione secondo cui sarebbero stati impiegati esclusivamente dipendenti comunali per giorni.

Quanto alle opere rivendicate dall’ex amministrazione, è vero che alcune pratiche erano state avviate in precedenza, ma senza risultati concreti immediati. Del resto, proprio durante quella fase politica il Comune di Marano venne sciolto per infiltrazioni camorristiche, mentre negli uffici comunali il sistema amministrativo continuava a muoversi nel consueto “tran tran” burocratico e di tristi figuri senza particolari svolte.

Anche sul fronte ambientale e della raccolta rifiuti, il cittadino dimentica che i problemi non nascono oggi. Già durante le precedenti amministrazioni il servizio mostrava enormi criticità, con una città spessissimo sporca, cumuli di rifiuti in diverse zone e numerose proteste dei residenti. Una situazione che si trascina da anni e che non può essere attribuita esclusivamente alla gestione commissariale.

Ai commissari prefettizi, pur tra ritardi e criticità evidenziate dalla cittadinanza, va riconosciuto anche qualche intervento significativo: dalla rimozione di professionisti legati a numerose cause perse dall’ente all’adesione ad Agrorinasce, fino al percorso di digitalizzazione degli atti amministrativi. Sul fronte ambientale, c’è l’impegno, anche se al momento i risultati non sempre sono soddisfacenti.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti