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Sono 27 gli imputati rinviati a giudizio immediato nell’ambito di una vasta inchiesta antidroga coordinata dalla Procura di Napoli, che ha ricostruito l’esistenza di un’organizzazione strutturata e radicata tra Scampia, Miano, Chiaiano e l’area nord del capoluogo.
Davanti al Tribunale finiranno: Antonio Abbatielo, Mario Abbatielo, Salvatore Bifolchetto, Giuseppe Cacciapuoti, Gennaro Calvino, Pasquale Capano, Luciano Carbone, Fabio Cartigiano, Vincenzo Castelnuovo, Giovanni Castiello, Cristian Celentano, Giovanni Conte, Giuseppe Coppola, Alessio Francesco D’Ambrosio, Antonio De Matteo, Laura De Salvo, Cesare Di Domenico, Gennaro Gaglione, Pasquale Luongo, Nicoletta Mascaro, Salvatore Mele, Salvatore Montefusco, Antonio Musto, Michael Rossi, Giovanni Russo, Dimitro Tsevtsov e Gabriele Vallefuoco.
Secondo l’impianto accusatorio, il gruppo gestiva una fiorente attività di spaccio di cocaina, crack, eroina e kobret, con una base operativa nel rione cosiddetto “Trentatré” (tra via Enzo Striano e via Anna Maria Ortese), organizzando vendita su strada, consegne a domicilio e rifornimenti continui delle piazze. I ruoli erano ben definiti: promotori e organizzatori, fornitori, custodi della droga e del denaro, vedette e pusher.
Agli imputati viene contestato, a vario titolo, il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravato dal metodo mafioso per aver operato – secondo l’accusa – avvalendosi della forza intimidatrice riconducibile al clan Amato-Pagano e destinando parte dei proventi al sodalizio.
Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, videoriprese e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno documentato numerose cessioni di droga e importanti movimentazioni: tra gli episodi contestati figurano partite di crack da 150 grammi, forniture continuative, sequestri fino a 30 chilogrammi di hashish e quantitativi rilevanti di cocaina ed eroina.
Nel procedimento emergono anche episodi di violenza, estorsioni e azioni intimidatorie legate al controllo delle piazze di spaccio e alla gestione del territorio.
L’udienza è fissata per il 12 giugno 2026 davanti al Tribunale di Napoli. Molti degli imputati risultano già detenuti, tra carcere e arresti domiciliari.

