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È passato un mese. Un mese intero da quel mattino del 21 febbraio, quando, pochi minuti prima delle otto, il cuore di Domenico ha smesso di battere per sempre, spegnendo insieme a lui speranze, preghiere e sogni aggrappati a un miracolo che non è arrivato. Un mese senza il suo sorriso, senza il suo respiro, senza quella vita fragile che aveva unito un’intera comunità.
E il dolore non si attenua. Si rinnova, ogni giorno, con la stessa intensità. Per papà Antonio, per mamma Patrizia, per i fratellini. Per chi lo ha conosciuto e per chi, pur non avendolo mai incontrato, aveva imparato ad amarlo da lontano.
Oggi la famiglia Caliendo sceglie il raccoglimento. Una cerimonia religiosa, intima, lontana dai riflettori, per custodire nel silenzio un dolore che le parole non riescono a contenere. «Abbiamo bisogno di tranquillità», fanno sapere. E insieme al dolore, arriva anche la gratitudine: per chi è rimasto accanto a loro nei giorni più duri, per chi ha condiviso una preghiera, un pensiero, un gesto di vicinanza. E per chi continuerà a ricordare Domenico, anche attraverso la fondazione nata nel suo nome.
Ma il ricordo non si ferma qui. Ci sarà un momento pubblico, un abbraccio collettivo: martedì 14 aprile, alle ore 19, nella parrocchia Maria Santissima della Stella a Nola, sarà celebrata una messa in memoria del piccolo Domenico. A presiedere la funzione sarà il cardinale Domenico Battaglia. Un’occasione per ritrovarsi, per non dimenticare, per trasformare il dolore in presenza viva.
Attorno alla famiglia Caliendo continua a stringersi un’intera nazione. Un abbraccio fatto di messaggi, di gesti semplici, di donazioni. Piccoli contributi che, insieme, diventano qualcosa di grande: un atto d’amore.
La mobilitazione non si ferma. Professionisti, scuole, cittadini, istituzioni: tutti stanno contribuendo, ciascuno a modo proprio. Tra i primi a intervenire, anche l’Ordine dei Farmacisti della provincia di Napoli. E poi artisti, scrittori, rappresentanti del mondo politico e sociale, impegnati nell’organizzazione di eventi e iniziative solidali.
La fondazione dedicata a Domenico ha già superato i 45mila euro raccolti. Ma il cammino è appena iniziato. Gli obiettivi sono chiari e profondi: offrire assistenza legale a chi non può permettersela, sostenere le famiglie nelle spese più difficili, promuovere iniziative per migliorare il sistema sanitario, attivare raccolte fondi per strutture e progetti benefici, e garantire supporto psicologico a chi ha vissuto tragedie simili.
Domenico non c’è più. Ma il suo nome continua a vivere. Nelle mani tese, nei cuori che non dimenticano, nelle azioni concrete che nascono dal suo ricordo.
E forse è proprio lì, in tutto questo amore che continua a crescere, che il suo cuore non ha mai smesso davvero di battere.

