MARANO, IL PARADOSSO: POSTAZIONE 118 DATA DAL COMUNE ALL’ASL MA FERMA, RESTA UNA SOLA AMBULANZA

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A Marano, mentre esplode la polemica per la riduzione del servizio di emergenza sanitaria (resta attiva solo un’ambulanza), torna una domanda che da tempo circola tra cittadini e operatori del territorio: che fine ha fatto la nuova postazione del 118 promessa in città?

Negli anni scorsi il vecchio edificio Tovamici di via Borsellino fu formalmente affidato all’ASL Napoli 2 Nord per realizzare proprio una postazione del 118 destinata a rafforzare il sistema di emergenza sanitaria locale. La struttura, di proprietà comunale, venne concessa all’azienda sanitaria con l’obiettivo di creare un presidio stabile per ambulanze e personale del servizio di emergenza. L’operazione fu annunciata pubblicamente dalla giunta Morra, poi sciolta per mafia, e presentata come un passo importante per migliorare i tempi di soccorso in una città grande e complessa come Marano. Ma a distanza di tempo di quella postazione non si sa più nulla.

Non risultano lavori avviati, non ci sono comunicazioni ufficiali sui tempi di realizzazione e soprattutto la struttura non è mai diventata operativa come sede del 118. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi giorni l’ASL Napoli 2 Nord ha infatti deciso di spostare una delle due ambulanze presenti a Marano verso Qualiano, lasciando il territorio con un solo mezzo di soccorso per circa 60.000 abitanti. Una decisione che ha fatto crescere rabbia e preoccupazione tra i cittadini.

La situazione appare ancora più critica se si considera che circa tre anni fa Marano ha già perso l’automedica, cioè il mezzo di emergenza con medico a bordo. Da allora il territorio è rimasto solo con ambulanze di tipo India, cioè senza medico. Oggi si compie un ulteriore passo indietro: una sola ambulanza per l’intero territorio. Ed è qui che il tema della postazione del 118 di via Borsellino torna con forza. Se quell’immobile è stato affidato all’ASL proprio per potenziare il servizio di emergenza, perché non è stato ancora attivato?
E soprattutto: a che punto è l’intervento su quella struttura?

Domande che si affiancano a un altro caso ancora fermo: quello di Villa Simeoli, il bene confiscato alla criminalità organizzata sulla strada Marano-Quarto, anch’esso affidato per 30 anni all’ASL Napoli 2 Nord per finalità sanitarie. Anche lì, nonostante gli annunci, non risultano lavori avviati né progetti concretamente partiti. Due strutture pubbliche destinate alla sanità, due occasioni per rafforzare i servizi sul territorio, ma ad oggi senza sviluppi visibili. Intanto Marano resta con una sola ambulanza operativa.

E la domanda dei cittadini diventa inevitabile:
come è possibile che una città di 60mila abitanti abbia un servizio di emergenza così ridotto, mentre strutture già destinate alla sanità restano inutilizzate? Perché quando si parla di soccorsi, ogni minuto può fare la differenza. E una comunità non può permettersi di aspettare.

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