Melito verso le amministrative, Fratelli d’Italia non pervenuto come in altri comuni: centrodestra monco e consenso disperso

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Melito è ormai entrata in campagna elettorale e si prepara alle amministrative della prossima primavera. Da un lato il campo largo avrebbe scelto di puntare nuovamente su Dominique Pellecchia, espressione del Partito Democratico, già sconfitta al ballottaggio del 2021.

Dall’altro, il centrodestra sembra non aver ancora del tutto superato le conseguenze politiche dello scioglimento del Comune, avvenuto nel 2024, né quanto accaduto nell’aprile del 2023, quando il sindaco e il presidente del Consiglio comunale furono raggiunti da provvedimenti giudiziari, conclusisi poi con l’assoluzione con formula piena al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Da qualche tempo, tuttavia, Forza Italia e Lega starebbero lavorando alla costruzione di una coalizione credibile da contrapporre al campo largo. Incontri informali, contatti frequenti tra dirigenti locali e segnali di apertura reciproca lascerebbero intravedere un percorso di progressiva convergenza, finalizzato alla definizione di una proposta unitaria per il governo della città.
Resta invece sostanzialmente assente Fratelli d’Italia, la cui presenza sul territorio melitese apparirebbe oggi estremamente debole.

Una latitanza politica e organizzativa che si protrerebbe sin dalla nomina del coordinatore cittadino Giuseppina Campoluongo, avvenuta oltre due anni fa, ma che non avrebbe prodotto, almeno finora, iniziative politiche rilevanti sul territorio: nessuna assemblea pubblica, nessun confronto strutturato, nessuna presa di posizione sui principali temi cittadini. Un lungo periodo di immobilismo che avrebbe di fatto ridotto il circolo locale a una presenza prevalentemente nominale.

Campoluongo viene indicata come figura politicamente vicina all’ex capogruppo regionale Cosimo Amente, assessore della giunta Mottola fino all’ingresso in Consiglio regionale e poi uscito di scena dopo la scelta di non ricandidarsi.

La decisione di Amente di affidare la segreteria locale a Campoluongo, secondo quanto riferito da ambienti interni al partito, non avrebbe portato alla costruzione di una struttura politica attiva. Anzi, sempre secondo le stesse fonti, né Campoluongo né lo stesso Amente risulterebbero aver aderito al tesseramento 2025 di Fratelli d’Italia, un elemento politicamente significativo che fotograferebbe il livello di disimpegno e la sostanziale paralisi dell’organizzazione cittadina.

Un vuoto che stride in maniera evidente con i dati elettorali emersi alle ultime regionali, quando Fratelli d’Italia ha raccolto a Melito il 12,30% dei consensi, affermandosi come secondo partito della città, alle spalle del Movimento 5 Stelle e davanti al Partito Democratico.
Un risultato tutt’altro che marginale, che certificherebbe l’esistenza di un consenso reale, oggi apparso disperso a causa di una gestione locale giudicata inesistente e di una direzione provinciale che non avrebbe ancora fornito risposte concrete.

Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, attualmente affidato all’onorevole Marta Schifone in regime di gestione straordinaria, non avrebbe finora inciso sulla situazione melitese, nonostante l’avvicinarsi delle amministrative.

In assenza di una guida riconoscibile e di una presenza politica strutturata sul territorio, Fratelli d’Italia rischierebbe di arrivare all’appuntamento elettorale senza un ruolo definito all’interno della coalizione di centrodestra, lasciando di fatto a Forza Italia e Lega la gestione di assetti, candidature e programmi.
Sempre che, anche a Melito, non si decida di “scegliere di non scegliere”, come già accaduto in altri contesti, e di non presentarsi alle comunali. Uno scenario che verrebbe letto politicamente come un fallimento della classe dirigente provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni. E non sarebbe la prima volta.

 

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