Ultimo volo e poi il ponte aereo tra la Svizzera e Milano si fermerà fino all’Epifania. Sabato, se le condizioni meteo lo permetteranno, l’elisoccorso accompagnerà all’ospedale Niguarda Sofia D., 16 anni, studentessa del liceo Virgilio, ricoverata a Losanna. «È sicuramente la paziente più grave e più seria», ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in occasione dell’ultimo bollettino medico relativo ai feriti dell’incendio di Crans-Montana curati al centro Grandi ustionati del Niguarda. «Per fortuna – ha aggiunto – abbiamo avuto l’autorizzazione a trasportarla in elicottero. Questo è l’unico arrivo previsto per oggi perché gli altri tre pazienti che sono stati visitati dal nostro team che sta girando tutti gli ospedali, sono stati dichiarati non trasportabili. Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente intorno al 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti». Si tratta di due quindicenni italiani e di un trentenne italo-svizzero che si trovano all’ospedale di Zurigo.
E potrebbe arrivare, invece, in giornata l’identificazione di due quindicenni italiani gravemente feriti, intubati e con il volto completamente ricoperto da tutte le medicazioni. «Sono i due casi più critici e si trovano al centro grandi ustioni di Zurigo. È stato effettuato il prelievo del dna per l’incrocio con quello dei genitori, che si trovano al momento in ospedale con loro, in attesa», ha detto Bertolaso.
Sono in totale 13 i feriti italiani, cinque, quindi, quelli che devono ancora rientrare in patria. A loro si aggiungerebbe una dottoressa italiana sulla cinquantina che sarebbe rimasta ferita nel prestare soccorso. Ma il suo nome al momento non c’è nella lista della Farnesina.




























