Marano, i commissari cambiano rotta sui servizi legali: va in archivio l’era Marciano. Ora, però, serve una rivoluzione negli uffici chiave

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I commissari straordinari che guidano il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose hanno cominciato a intervenire concretamente su alcune delle scelte più controverse della precedente amministrazione. Tra le prime decisioni prese, l’annullamento della selezione indetta per la nomina di un nuovo legale dell’ente, giudicata non conforme dai commissari e dalla segretaria generale Santini.

Secondo quanto emerge dagli atti pubblicati nelle scorse ore, la vecchia procedura – voluta dalla giunta ora disciolta – non rispettava alcuni principi. Ora si punta sulla discontinuità e sul principio di rotazione. Il legale uscente, Raffaele Marciano, anche qualora decidesse di partecipare, non potrà, per questa ragione, essere selezionato.

Una chiara discontinuità rispetto al passato, già stigmatizzato anche in riferimento a una precedente selezione, avviata dalla precedente triade commissariale, ma anch’essa giudicata poco conforme per la limitazione dei requisiti che di fatto restringevano la platea a un solo professionista. Criticata anche la proroga del vecchio incarico, definita poco giustificabile.

Sotto la lente gli uffici comunali: antimafia, lavori pubblici e tributi

Ma l’intervento sul fronte legale è solo un primo passo. Dopo la pubblicazione della relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento per mafia, i commissari ora devono accelerare sulla revisione della macchina amministrativa, dove sono emerse gravi anomalie in più settori.

In particolare, sono stati rilevati problemi:

  • nella Polizia Municipale, cui spetta il controllo delle interdittive antimafia: l’attività non è risultata in linea con le normative vigenti, soprattutto nel monitoraggio delle imprese presenti sul territorio;

  • negli affidamenti e negli appalti, spesso assegnati senza rispettare il principio di rotazione e in alcuni casi frazionati, secondo i commissari per eludere le soglie previste dal Codice degli Appalti. A finire sotto esame è il settore dei lavori pubblici;

  • nel comparto tributi, dove si registra una significativa evasione, che coinvolgerebbe ex politici ma anche attività commerciali riconducibili a familiari di camorristi;

Urbanistica nel mirino: il caso della scuola “fantasma”

Anche il settore dell’urbanistica risulta coinvolto in situazioni opache. Tra queste spicca la vicenda della scuola San Rocco, già al centro di interrogativi nei mesi scorsi, ma anche un altro caso ancora più clamoroso: quello di una scuola privata “fantasma”, che non avrebbe potuto sorgere nell’area in cui è stata localizzata, poichè non prevista dal vigente piano regolatore.

Il messaggio è chiaro: a Marano serve una bonifica amministrativa profonda, e non c’è più tempo da perdere.

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