Cambia qualcosa a Marano dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose? Forse. Qualcosa inizia a muoversi, ma il rischio immobilismo è concreto e palpabile. È questo il clima che si respira negli uffici comunali, dove i commissari straordinari, guidati dal prefetto Vincenzo Cardellicchio, hanno iniziato a mettere mano alla complessa e, per certi versi, compromessa macchina burocratica dell’ente.
🔹 60 giorni di proroga per i capisettore
La prima decisione ufficiale riguarda le posizioni organizzative, ovvero i capi settore dei vari comparti dell’ente. I commissari hanno scelto una proroga di 60 giorni “nelle more di ulteriori verifiche”, rinviando quindi ogni decisione definitiva su possibili cambiamenti, sostituzioni o rotazioni. Una mossa che serve, in teoria, a prendere tempo per esaminare a fondo ogni posizione. Ma in pratica potrebbe anche rinviare interventi necessari e auspicati da più parti, cittadini compresi.
Come già anticipato da Terranostranews, la questione dei funzionari è centrale: si tratta di figure dirigenziali che, nel recente passato, non sempre hanno mostrato capacità adeguate o comportamenti trasparenti. Anzi, la relazione ministeriale attesa nelle prossime settimane potrebbe cristallizzare specifiche responsabilità. E allora una domanda si impone: se non si agisce sui funzionari, a cosa serve sciogliere un Comune?
🔹 Il caso del vigile all’INPS e l’organico al collasso
Oggi, intanto, scade la comandata di un agente della polizia municipale, che negli ultimi due anni ha prestato servizio all’INPS. Il settore della Municipale a Marano è da tempo in sofferenza, con un organico ridotto all’osso e una città che avrebbe bisogno di presidi sul territorio, non di distacchi esterni.
Sotto le giunte Morra e Visconti, il Comune ha inviato agenti sia al Tribunale di Napoli Nord che all’INPS. Una scelta oggi sempre più difficile da giustificare. La domanda è lecita: ci sarà una nuova proroga o l’agente tornerà finalmente in servizio attivo sul territorio?
🔹 Il caso del “chauffeur” interno
In questo contesto già delicato, non passa inosservata un’altra scelta che sta sollevando più di una perplessità. Si tratta dell’impiego di un funzionario comunale come autista (“chauffeur”) di un membro della commissione straordinaria. Una storia che, francamente, non piace, uno perché ci vorrebbe maggiore distanza tra i funzionari e i commissari; due perché si distolgono, per alcune ore, risorse all’ente.
🔹 Segretaria generale: resta Santini o arriva un nuovo bando?
Altra incognita riguarda la segretaria generale in carica, la dott.ssa Santini. Figura esperta e “tosta”, come viene definita da molti, capace di affrontare temi delicati e spinosi. Ma resta da capire se ci sia volontà reciproca di proseguire questo rapporto o se i commissari intendano bandire una nuova selezione. Anche in questo caso, la scelta non è banale: la presenza di un segretario autorevole e indipendente è fondamentale in un Comune che deve risanarsi dalle fondamenta.
🔹 Sovraordinati: chi arriverà a Marano?
Capitolo ancora tutto da scrivere è quello dei sovraordinati, le figure esterne che il Ministero potrebbe inviare a supporto della gestione commissariale. Chi saranno? Tecnici di valore o i soliti nomi “politici” riciclati? La speranza è che si scelga in base al merito e alla competenza, e non secondo logiche spartitorie che hanno già fatto danni altrove.
Marano ha bisogno di fatti, non solo di atti
In definitiva, la fiducia nel prefetto Cardellicchio c’è, ma è accompagnata da una legittima preoccupazione per possibili ritardi o esitazioni. Il Comune è stato sciolto per mafia, le colpe sono emerse, le falle anche. Ora è il momento di decidere, di agire e soprattutto di rompere con il passato. Perché, se tutto resta fermo, allora è legittimo chiedersi: a cosa è servito lo scioglimento?


























