A Marano, nei giorni scorsi, grazie al nostro giornale, è esploso un nuovo caso che riguarda l’utilizzo improprio dei fondi del PNRR, destinati alla riqualificazione edilizia. In particolare, l’episodio riguarda l’avvio dei lavori di ristrutturazione su immobili situati in viale Duca D’Aosta, finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma già alienati dal Comune a privati dal 2018, come documentato in passato da Terranostranews.
Gli alloggi in questione, una parte dei 30 messi in vendita per “fare cassa” dall’ente comunale, sono stati acquistati da residenti e soggetti privati tramite aste o diritto di prelazione. Nomi e aggiudicazioni (ancora provvisorie in alcuni casi) sono pubblici e consultabili sul sito istituzionale del Comune.
Nonostante ciò, i lavori di efficientamento sono stati avviati ugualmente dal settore Lavori Pubblici del Comune, nella convinzione – evidentemente errata – che quegli immobili fossero ancora patrimonio comunale. La Commissione Straordinaria, insediatasi recentemente, ha interrotto immediatamente i lavori, non appena venuta a conoscenza del fatto.
Il Prefetto Vincenzo Cardellicchio, alla guida della Commissione, ha definito la vicenda “inqualificabile” e “grave”, sottolineando come all’origine del problema vi sia una frammentazione irresponsabile delle competenze tra gli uffici comunali: mentre il settore Patrimonio alienava gli immobili, il settore Lavori Pubblici ne programmava la ristrutturazione. Nessuna regia unitaria, nessuna verifica incrociata.
Intanto, sono in corso verifiche tecniche e tentativi di rimodulazione del finanziamento PNRR, per limitare i danni e salvare quanto possibile dell’intervento, concentrandolo su immobili ancora di proprietà pubblica.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è la segnalazione inviata dal Codacons alla Corte dei Conti e all’ANAC, che ha inserito anche Marano tra i Comuni campani attenzionati per presunte irregolarità e opacità nella gestione dei fondi PNRR. L’associazione denuncia ritardi, errori e possibile sviamento dalle finalità progettuali, aggravati dal fatto che Marano non avrebbe nemmeno risposto all’istanza di accesso agli atti.
In tutto questo, resta una domanda aperta:
🔺 Chi pagherà per l’uso improprio di fondi pubblici su immobili che non erano più del Comune?
Una questione che chiama in causa responsabilità politiche, tecniche e amministrative. Ma soprattutto, una vicenda che rischia di costare non solo in termini economici, ma anche di credibilità istituzionale, in un momento in cui la trasparenza e il buon uso delle risorse pubbliche dovrebbero essere la priorità.


























