A Marano, dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, ci si aspettava un cambio di passo netto, un segnale – almeno iniziale – più forte. Invece, le ombre del passato non solo non sono scomparse, ma continuano a circolare indisturbate nei corridoi del Comune.
Ex amministratori e consiglieri sciolti per mafia si aggirano ancora negli uffici comunali, come se nulla fosse accaduto, a caccia di informazioni, appoggiati da una rete di relazioni interne che, a quanto pare, non si è mai interrotta. Entrano, parlano, ascoltano, si informano. E qualcuno, dentro, li accontenta.
Particolari criticità si registrano in alcuni uffici tecnici e amministrativi, dove persistono figure – dipendenti, funzionari e tecnici – legati da rapporti personali, di amicizia o di lunga convivenza politica con i soggetti coinvolti nello scioglimento per camorra. Rapporti che oggi più che mai devono essere monitorati, verificati e, se necessario, interrotti.
Chi garantisce la riservatezza? Chi controlla le informazioni che circolano? Chi decide cosa può uscire e cosa no? Il rischio è evidente: le stesse persone che hanno contribuito, direttamente o indirettamente, al degrado dell’ente, continuano ad avere accesso a documenti, procedimenti e dettagli sensibili.
La Commissione straordinaria ha, a nostro modesto avviso, il dovere di intervenire subito. Non basta una gestione ordinaria: serve un cambio di rotta. Richiamare all’ordine tutte le posizioni organizzative, verificare il comportamento del personale, fare ispezioni a sorpresa negli uffici, anche solo per capire chi lavora, chi riceve, chi “parla troppo”.
Anche la segretaria generale, garante della legalità amministrativa, dovrebbe immediatamente predisporre una circolare interna, chiara e inderogabile, che ricordi a tutti i dipendenti – a partire da quelli degli uffici sensibili – l’obbligo di riservatezza, di neutralità e di segnalazione di comportamenti anomali o sospetti.
Perché mentre qualcuno (il solito funzionario iperattivo) si agita per la presunta fuga di notizie sulla relazione dello scioglimento, come se l’obiettivo fosse imbavagliare stampa e opinione pubblica, le vere fughe – quelle dagli uffici – sembrano passare inosservate. E sono proprio quelle le più pericolose.



























